Comunicazione, Editoria

03 febbraio 2015 | 10:25

Il ministro della giustizia Usa lascia cadere le accuse contro Murdoch per intercettazioni illegali

(askanews) Rupert Murdoch non sarà processato negli Stati Uniti. Le due società che costituiscono l’impero del magnate australiano, la News Corp e 21st Century Fox, entrambe quotate alla Borsa di New York, hanno annunciato che il ministero di Giustizia americano ha rinunciato a perseguirle in giudizio per lo scandalo delle intercettazioni illegali nel Regno Unito.

Con due brevi comunicati praticamenti identici, la 21st Century Fox (televisione e cinema) e la News Corp (stampa e casa editrice) dicono di “essere state informate dal ministero della giustizia che ha terminato l’inchiesta sulle intercettazione vocali (…) e che rinuncia ad avviare un processo”. Un avvocato di un gruppo di parenti delle vittime degli attentati dell’11 settembre, che temevano di essere stati spiati, ha detto di essere “molto deluso” per il proscioglimento.

L’apice dello scandalo era stato raggiunto nell’estate del 2011 con la rivelazione che il tabloid “News of the World”, di proprietà di Murdoch, aveva ascoltato illecitamente la segreteria telefonica di una studentessa scomparsa e poi ritrovata senza vita, Milly Dowler. Una vicenda che aveva portato alla chiusura del domenicale, il più venduto all’epoca nel Regno Unito.

Dopodiché Murdoch aveva deciso di dividere il suo impero in due società distinte, entrambe quotate presso la Borsa di New York.

Diversi giornalisti e dirigenti del News of the World sono stati processati nel Regno Unito. Le intercettazioni illegali, durate anni, hanno fatto diverse illustri vittime, fra cui il principe Harry e numerosi attori, e sono costate molto care a Murdoch in termini di spese processuali e risarcimenti alle vittime. (askanews, 3 febbraio 2015)

Rupert Murdoch (foto Olycom)

Rupert Murdoch (foto Olycom)