Editoria, New media

03 febbraio 2015 | 14:42

In Turchia giornalista olandese accusata di propaganda terrorista sui social network

(askanews) Un tribunale turco giudicherà dal prossimo 8 aprile una giornalista olandese residente a Diyarbakir, la principale città a maggioranza curda del sud-est della Turchia, per “propaganda terrorista” in favore dei ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).
“Prima udienza del mio processo l’8 aprile, alle 9, tribunale penale di Amed” (nome curdo di Diyarbakir), ha scritto ieri sera sul suo account Twitter Frederike Geerdink. Se si dichiara colpevole, rischia una pena massima di cinque anni di carcere.

La giornalista era stata fermata e interrogata il 6 gennaio dalla polizia antiterrorismo turca per una serie di messaggi pubblicati sui social network assimilati a “propaganda in favore di un’organizzazione terroristica”. Anche il suo domicilio era stato perquisito. La donna ha negato ripetutamente le accuse.
Considerato organizzazione terroristica, il Pkk è in guerra dal 1984 contro l’esercito turco, un conflitto che ha causato 40.000 morti. Da due anni sono in corso negoziati di pace tra il governo e i ribelli, che finora non hanno dato esiti.

Giornalista indipendente, specialista della minoranza curda, Frederike Geerdink vive dal 2006 in Turchia, da dove corrisponde per i media olandesi e internazionali. La Turchia è regolarmente criticata dalle Ong di difesa dei giornalisti per i suoi attacchi alla libertà di stampa. Molti giornalisti turchi sono in carcere per i loro legami con la causa curda. Il presidente islamico-conservatore Recep Tayyip Erdogan respinge le critiche e ripete che i media in Turchia sono “più liberi che in qualunque altro Paese al mondo”. (askanews, 3 febbraio 2015)