Comunicazione, New media

04 febbraio 2015 | 11:38

Anche Twitter punta sui bambini. Arriva Vine Kids dedicato ai più piccoli

(Repubblica.it) I colossi incontrano i più piccoli. Due mondi che si toccano grazie ai passi che Vine, quindi Twitter, compie con l’app dedicata agli utenti sotto i cinque anni, che permette di visualizzare animazioni e protagonisti adatti a loro e vivere così un’esperienza sicura online.

Verso questo nuovo ecosistema digitale è proiettato anche Google che ha proposto, per ora in Gran Bretagna ma presto altrove, Play for Education, una piattaforma per bimbi e ragazzi attraverso la quale gli studenti possono accedere a una selezione di app, libri e video per imparare e divertirsi.

YouTube dovrebbe addirittura sfornare una release per gli utenti sotto i 13 anni, mentre per ora Facebook pare essere in ritardo rispetto alle nuove frontiere a misura di bimbo. (LaRepubblica.it, 4 febbraio 2015)

Vine Kids, il videosocial di Twitter vira sui bambini: dietro l’angolo Google e YouTube, indietro Facebook

Le prime tracce delle mosse di Google sono arrivate proprio in questi giorni: la versione beta di Chrome, il browser di Big G anche per dispositivi Android, conterrebbe già nel codice la possibilità di integrare gli account per bambini dei servizi di Mountain View. Peccato, come fanno notare in molti, che quel tipo di strumenti ancora non esista concretamente. Dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi, la conferma della loro prossima introduzione è arrivata solo all’inizio dello scorso dicembre per bocca della vicepresidente Pavni Diwanji: i principali servizi di Google disporranno di metodi più stringenti di supervisione per i genitori e YouTube dovrebbe addirittura sfornare una release per gli utenti sotto i 13 anni.

Intanto, dopo Kuddle che è una specie di Instagram per bambini, a fare il primo, vero passo verso il mondo dei più piccoli è stato un altro gigante. Dalle dimensioni certo non paragonabili a quelle del motore di ricerca ma in ogni caso una sigla nota e conosciuta nel mondo delle applicazioni per supertelefoni: Vine. Si tratta dell’app per girare, montandoli in tempo reale e condividendoli come sui più popolari social network, video della durata massima di sei secondi. In circolazione da un paio d’anni, il programmino lanciato nel 2012 da Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll – presto acquistato da un altro colosso, cioè Twitter – ha fatto breccia nei cuori di oltre 40 milioni di persone. Non solo: la sua peculiarità è stata in realtà scuotere l’intero settore. Da quel momento, infatti, funzioni simili di videoregistrazione e montaggio sono arrivate su tutte le piattaforme, da Instagram allo stesso social del passerotto, che ha introdotto pochi giorni fa un’opzione molto affine.
Vine Kids, il videosocial di Twitter vira sui bambini: dietro l’angolo Google e YouTube, indietro Facebook
LE PRIME tracce delle mosse di Google sono arrivate proprio in questi giorni: la versione beta di Chrome, il browser di Big G anche per dispositivi Android, conterrebbe già nel codice la possibilità di integrare gli account per bambini dei servizi di Mountain View. Peccato, come fanno notare in molti, che quel tipo di strumenti ancora non esista concretamente. Dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi, la conferma della loro prossima introduzione è arrivata solo all’inizio dello scorso dicembre per bocca della vicepresidente Pavni Diwanji: i principali servizi di Google disporranno di metodi più stringenti di supervisione per i genitori e YouTube dovrebbe addirittura sfornare una release per gli utenti sotto i 13 anni.

Intanto, dopo Kuddle che è una specie di Instagram per bambini, a fare il primo, vero passo verso il mondo dei più piccoli è stato un altro gigante. Dalle dimensioni certo non paragonabili a quelle del motore di ricerca ma in ogni caso una sigla nota e conosciuta nel mondo delle applicazioni per supertelefoni: Vine. Si tratta dell’app per girare, montandoli in tempo reale e condividendoli come sui più popolari social network, video della durata massima di sei secondi. In circolazione da un paio d’anni, il programmino lanciato nel 2012 da Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll – presto acquistato da un altro colosso, cioè Twitter – ha fatto breccia nei cuori di oltre 40 milioni di persone. Non solo: la sua peculiarità è stata in realtà scuotere l’intero settore. Da quel momento, infatti, funzioni simili di videoregistrazione e montaggio sono arrivate su tutte le piattaforme, da Instagram allo stesso social del passerotto, che ha introdotto pochi giorni fa un’opzione molto affine.

La novità di Vine e quindi di Twitter, quel passo effettivo e non più solo strombazzato verso una rete davvero a misura di bimbi, si chiama Vine Kids e consente agli utenti più piccoli, in particolare quelli sotto i cinque anni, di visualizzare contenuti appropriati alla loro età. Brevi animazioni o clip popolate di animali o strani personaggi che, toccando il display, parlano e, se non piacciono, scorrono via con un tocco verso destra o verso sinistra. Uova canterine, bruchi e farfalle che svolazzano, pupazzi, animali e gadget parlanti, ricci pianisti, mostriciattoli, collage, invasioni di cuccioli a dirla tutta divertenti per chiunque. Lo ha annunciato il gruppo in un post sul blog ufficiale, raccontando come l’idea sia sbocciata “durante una riunione all’inizio di gennaio”.

“Uno dei miei colleghi”, ha spiegato Carolyn Penner, responsabile di marketing e comunicazione, “stava parlando di quanto, a partire dal lancio, sua figlia di due anni avesse apprezzato Vine. Augurandosi che potesse arrivare in futuro un’app separata che la piccola fosse in grado di usare più facilmente, visualizzando post adeguati alla sua età. Proprio quella settimana era l’Hack Week, giornate nelle quali ci concentriamo su progetti paralleli estranei al nostro lavoro quotidiano. Così due persone hanno raccolto l’invito e costruito esattamente quanto suggeriva il collega”. L’app è al momento disponibile solo per iPhone, iPad e iPod touch e richiede almeno iOS7.

Intanto – a conferma della direzione sempre più marcata verso la creazione di un ecosistema digitale a misura di bambino – sempre Google ha proposto, per ora in Gran Bretagna ma presto altrove, Play for Education, il progetto annunciato nel 2013 che sbarca così in Europa. Si tratta di una piattaforma per bimbi e ragazzi attraverso la quale gli studenti possono accedere a una selezione di app, libri e video da studiare, da guardare e da condividere. Le applicazioni (Docs, Drive, Classroom, Book Creator, Pocket Code, BrainPop e altre) potranno essere utilizzate in classe o a casa attraverso tablet Nexus 7 o Samsung Galaxy Tab 4 distribuiti alle scuole. Sembra invece ancora in ritardo Facebook, che ha appena lanciato negli Stati Uniti l’Amber Alert, il progetto per sostenere la ricerca dei bambini scomparsi: la sua versione del social network under 13, fra i primi progetti sui quali sono circolate indiscrezioni, appare ancora in alto mare. (Repubblica.it)

Dick Costolo, ceo di Twitter (foto Olycom)

Dick Costolo, ceo di Twitter (foto Olycom)