Comunicazione, New media

06 febbraio 2015 | 16:41

Libertà di espressione sul web: ad Ankara il record mondiale di censura su Twitter

(ANSA) – E’ turca la stragrande maggioranza degli account di Twitter bloccati per decisione di tribunali nazionali nella seconda metà del 2014, secondo un rapporto reso pubblico dalla rete sociale e ripreso dalla stampa di Ankara. Stando al biannuale ‘Transparency Report’ di Twitter, 328 delle 376 ingiunzioni venute da giudici di tutto il mondo per la rimozione di contenuti sono state emesse da tribunali turchi, fra luglio e dicembre 2014.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (foto Globalist.it)

Altre 149 richieste sono venute da governo, polizia e altre istituzioni dello stato, su un totale mondiale di 420. Le richieste di blocco, riferisce Zaman online, sono state giustificate invocando diverse ragioni, da presunte violazioni dei diritti personali alla diffamazione di autorità di governo o del presidente islamico Recep Tayyip Erdogan. La rete sociale ha obbedito alle ingiunzioni nel 50% dei casi. Sono cosi stati bloccati, ma solo sulla rete turca, 62 account e 1820 tweet. Nel resto del mondo sono stati bloccati 85 account e 1982 tweet. Dopo l’uscita su internet di rivelazioni sulle inchieste anti-corruzione della Tangentopoli del Bosforo – fra cui telefonate intercettate fra Erdogan e il figlio Bilal nelle quali parlavano di “fare sparire” da casa ingenti quantità di denaro – l’accesso a Twitter e Youtube era stato bloccato l’anno scors in Turchia. Una sentenza della Corte di Cassazione aveva imposto la revoca del provvedimento dopo alcune settimane.