Comunicazione, Televisione

12 febbraio 2015 | 10:38

Reporter giapponese pronto per la Siria, ma le autorità gli confiscano il passaporto. Immediata la reazione: “Combatterò fino alla fine”

(askanews) – Un giornalista giapponese, a cui le autorità di Tokyo hanno confiscato il passaporto per impedirgli di andare in Siria, ha accusato oggi il governo nipponico di comprimere la libertà di stampa.Il giornalista freelance Yuichi Sugimoto, 58 anni, ha detto che presenterà appello contro la decisione del governo e che è pronto ad adire le vie legali per ottenere la restituzione del passaporto. “Perdere il mio passaporto significa perdere il mio lavoro come fotografo freelance”, ha detto in una conferenza stampa. E ha aggiunto: “Combatterò fino alla fine”.

E’ la prima volta che il Giappone assume un’iniziativa del genere contro un giornalista. Sugimoto aveva intenzione di andare a documentare la vita in un campo profughi in Siria. Ma il governo di Tokyo, ancora sotto shock per il brutale assassinio di Haruna Yukawa e del giornalista Kenji Goto da parte dei tagliagole dell’Isis, ha deciso di impedire il viaggio.

Sugimoto ha spiegato di avere due decenni di esperienza nelle principali aree di conflitto: ex Jugoslavia, Afghanistan, Iraq e Siria. Il suo obiettivo era visitare Kobane, la città recentemente riconquistata dalle forze curde. Il ritiro del passaporto, a suo dire, è un vulnus che non può passare sotto silenzio: “Non solo io voglio indietro il mio passaporto, ma sono anche preoccupato che questo possa porre un pessimo precedente per altri giornalisti e significhi che a loro possa essere confiscato il passaporto, con una conseguente compressione della libertà di stampa”. (askanews, 12 febbraio  2015)

Yuichi Sugimoto (Allpinoynews.com)