Televisione

12 febbraio 2015 | 15:47

Pisicchio: approvati all’unanimità dalla Commissione Vigilanza 17 punti di impegno sulla riforma dell’informazione Rai (DOCUMENTO)

“La commissione di Vigilanza ha approvato all’unanimita’ la mia risoluzione sul progetto di riforma dell’informazione. Ringrazio i colleghi commissari per questo atto di fiducia. E’ il coronamento di un lavoro che ha visto la commissione impegnata per diversi mesi, in cui sono state fatte 12 audizioni, tra cui quella della Bbc, e numerosi sopralluoghi nelle sedi Rai. I principi qualificanti di questa articolata risoluzione che impegna il cda Rai sono esplicati in 17 punti. La risoluzione ribadisce il diritto-dovere della Vigilanza ad esprimere un atto di indirizzo che chiede alla Rai l’osservanza piena dei punti, chiedendo conto dell’attenzione che ad essi sara’ riservata. Viene affermato un impulso forte a rinnovare le tecnologie, a verificare utilmente l’evoluzione del web, ad un coordinamento che abbia la finalita’ di contenere i costi. Nella risoluzione ci sono due concetti chiave: pluralismo e miglior utilizzo delle risorse interne. Inoltre, la Commissione ha concordato sulla valorizzazione dei profili identitari delle testate giornalistiche, che hanno garantito il risultato del 40 per cento di share. E’ una ricchezza, questa, valutabile anche in termini commerciali, da valorizzare e non disperdere”. Lo afferma Pino Pisicchio, relatore della Vigilanza per la risoluzione sul progetto di riforma Rai.

La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

PREMESSO

che gli articoli 1 della legge 14 aprile 1975, n. 103, e 50 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici), attribuiscono alla Commissione la determinazione dell’indirizzo generale e l’esercizio della vigilanza dei servizi radiotelevisivi;

che l’articolo 14 del Regolamento interno stabilisce che essa esercita i poteri e le funzioni che le sono attribuiti dalla legge, adottando, quando occorra, risoluzioni contenenti direttive per la società concessionaria;

che l’articolo 45 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici), prevede al comma 1 che il servizio pubblico generale radiotelevisivo è affidato in concessione a una società che lo svolge sulla base di un Contratto nazionale di servizio di durata triennale con il quale ne sono individuati diritti e obblighi;

che, secondo l’articolo 2, comma 3, lettera a), del vigente Contratto nazionale di servizio stipulato tra il Governo e la Rai, uno dei compiti prioritari della società concessionaria è quello di garantire il pluralismo, rispettando i principi di obiettività, completezza, imparzialità, lealtà dell’informazione, di apertura alle diverse opinioni e tendenze sociali e religiose, di salvaguardia della identità nazionale e della memoria storica del Paese e del patrimonio culturale europeo, di quelle locali e delle minoranze linguistiche, nonché delle diversità etno-culturali;

che il pluralismo, inteso come rappresentazione nei mezzi di comunicazione delle pluralità di cui è composta la società, costituisce uno degli elementi fondanti del servizio pubblico radiotelevisivo;

che la prima esigenza che il servizio pubblico radiotelevisivo deve soddisfare è quella di “offrire al pubblico una gamma di servizi caratterizzati da obiettività e completezza di informazione, da ampia apertura a tutte le correnti culturali, da imparziale rappresentazione delle idee che si esprimono nella società” e che tale imparzialità e obiettività dell’informazione possono essere garantite solo dal pluralismo delle fonti e degli orientamenti ideali, culturali e politici (Corte costituzionale, sentenze n. 225 del 1974 e n. 69 del 2009);

che, sempre secondo la Corte costituzionale, il pluralismo si realizza attraverso un’informazione completa, obiettiva, imparziale ed equilibrata che dia voce al maggior numero possibile di opinioni, tendenze, correnti di pensiero politiche, sociali e culturali presenti nella società, onde agevolare la partecipazione dei cittadini allo sviluppo sociale e culturale del Paese;

che l’informazione così caratterizzata costituisce elemento centrale e punto qualificante del servizio pubblico radiotelevisivo, che anche per questo motivo è finanziato con il canone e ne motiva quindi l’esistenza;

CONSIDERATO

il progetto di riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale trasmesso a questa Commissione il 31 luglio 2014 e successivamente presentato dal direttore generale della Rai, dottor Luigi Gubitosi, nel corso della sua audizione tenutasi il 23 settembre 2014;

l’approfondimento istruttorio svolto, che ha consentito di acquisire ulteriori elementi informativi nel corso delle audizioni, tenutesi su questo specifico tema, del direttore del TG1, Mario Orfeo (24 settembre 2014); del direttore del TG2, Marcello Masi (1° ottobre 2014); del direttore del TG3, Bianca Berlinguer (23 ottobre 2014); del direttore della TGR, Vincenzo Morgante (29 ottobre 2014); del direttore di Rainews24, Monica Maggioni (4 novembre 2014); del direttore di Rai Parlamento, Gianni Scipione Rossi (11 novembre 2014); del segretario nazionale dell’USIGRai, Vittorio Di Trapani (12 novembre 2014); del direttore di Rai 2, Angelo Teodoli (19 novembre 2014); del direttore di Rai 1, Giancarlo Leone (3 dicembre 2014); del direttore di Rai 3, Andrea Vianello (10 dicembre 2014); della responsabile della Newsroom della BBC, Ms. Mary Hockaday, e del controller della BBC, Mr. Adrian Van-Klaveren (17 dicembre 2014), nonché degli incontri che una delegazione della Commissione ha avuto in data 18 novembre 2014 presso la sede Rai di Saxa Rubra con i Comitati di redazione del TG1, del TG2, del TG3, del GR, di Rai Parlamento, di Rai Sport, di Rainews24 e con l’Esecutivo USIGRai;

TENUTO CONTO

che l’accesso a un’informazione corretta, completa e imparziale rappresenta nelle società moderne la cifra distintiva della loro qualità democratica, giacché solo la conoscenza delle informazioni necessarie alla formazione di un’opinione politica mette il cittadino nelle condizioni di esercitare una scelta consapevole, incidendo in modo diretto nel processo democratico che trova espressione nel voto;
che il medium televisivo rappresenta lo strumento privilegiato di accesso alla conoscenza per una vasta platea di cittadini;
che in particolare l’informazione “politica”, non trovando più i canali espressivi rappresentati dalla controinformazione esercitata in altre stagioni dai partiti politici, viene devoluta, oggi in modo prioritario, alla televisione, che, come certificano anche le rilevazioni dell’Agcom, in questo ambito costituisce la fonte principale di conoscenza per la gran parte dei cittadini;
che nel sistema radiotelevisivo italiano la prevalenza del servizio pubblico è testimoniata dall’altissimo seguito che hanno tra i cittadini i suoi tre telegiornali, che, realizzando circa il 40% di share complessivo, superano di gran lunga quello dei telegiornali delle altre televisioni pubbliche europee;
che, come rilevato nelle numerose audizioni svolte, una dimensione identitaria delle diverse testate della Rai, ancorché prodotta da una riforma collocata in un contesto storico e culturale assai lontano da quello odierno, è stata efficacemente ricostruita attorno a profili moderni che ne caratterizzano l’espressività, e che hanno permesso la fidelizzazione di ampi segmenti di pubblico, rendendo oggi l’informazione del servizio pubblico italiano, proposta attraverso i telegiornali, leader in Europa;
che compete al Parlamento, in quanto rappresentante dell’intera collettività nazionale, il ruolo di massimo garante dell’adempimento dei doveri di obiettività e imparzialità dell’informazione previsti dall’articolo 21 della Costituzione, così come determinato e qualificato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale;
che sussiste una piena legittimazione della Commissione, in quanto organo di diretta espressione del Parlamento, ad esprimersi mediante un atto di indirizzo sul progetto di riforma dell’informazione del servizio pubblico e che l’esercizio del corrispondente potere, particolarmente penetrante in ragione dei primari interessi pubblici in questione, si fonda sulla circostanza che l’atto di cui si discute non si configura come momento meramente organizzatorio, bensì come un intervento volto a modificare e a qualificare ulteriormente in modo significativo la produzione, la modalità espressiva e l’articolazione stessa dell’informazione televisiva, con esiti suscettibili di generare importanti modificazioni sul piano del pluralismo e della raccolta delle risorse pubblicitarie;
che nei prossimi mesi il Parlamento potrebbe essere chiamato a esaminare delle proposte di legge volte a modificare la vigente normativa concernente la nomina e le competenze del consiglio di amministrazione della Rai e dei dirigenti di vertice;
che dovrebbe anche essere presentato un disegno di legge di riforma della disciplina del canone, volto a definire con certezza le risorse economiche su cui la Rai potrà fare affidamento nei prossimi anni;
che la riforma della governance e del canone non potranno non riverberare effetti sulla informazione e sulla sua modalità organizzativa con riferimento sia all’informazione televisiva che a quella radiofonica;
VALUTATO INOLTRE
che ritiene assolutamente necessario incoraggiare l’accelerazione di un processo non più rinviabile di riforma dell’informazione del servizio pubblico televisivo volta non solo a evitare sprechi e duplicazioni e a promuovere necessarie sinergie tra le attuali testate giornalistiche, ma anche a favorire nel contempo un aumento della qualità e della diversificazione dell’offerta e a consentire una migliore razionalizzazione delle risorse umane della Rai, attingendo quanto più possibile alle professionalità esistenti all’interno dell’azienda, così da ridimensionare il ricorso a risorse esterne;
che ritiene utile considerare, nell’ambito del piano di riposizionamento dell’informazione pubblica, la possibilità di sperimentare forme di collaborazione con l’informazione televisiva locale di qualità;
che ritiene utile procedere ad una revisione del progetto di riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale con l’obiettivo di garantire il pluralismo e l’identità editoriale delle singole testate giornalistiche e un loro adeguato raccordo con le reti di riferimento finalizzato anche alla valorizzazione di mercato, e ad assicurare un rafforzamento dei principi di oggettività, imparzialità, completezza e lealtà dell’informazione che devono indiscutibilmente connotare il servizio pubblico;
che queste considerazioni preliminari costituiscono il necessario presupposto per esprimere una valutazione compiuta sul progetto di riordino dell’informazione del servizio pubblico presentato dalla Rai al Parlamento nel corso della seduta svoltasi presso questa Commissione il 23 settembre 2014;

IMPEGNA

il consiglio di amministrazione della Rai, in sede di discussione del predetto progetto:

1. a valutare la possibilità di meglio coordinare l’area dell’informazione mediante una razionalizzazione delle risorse tecnologiche e professionali e una loro riorganizzazione, anche al fine di impedire aggravi di spesa non sostenibili, considerando modelli organizzativi volti a ridurre all’essenziale i centri di spesa e di produzione. Tale attività dovrà essere orientata a un’organizzazione in linea con le esperienze e i risultati dei più significativi servizi pubblici europei e in grado di utilizzare al meglio le risorse della nuova tecnologia digitale, affiancando opportunamente al linguaggio e al modello delle informazioni all news ad aggiornamento continuo, quello di appuntamento e approfondimento;
2. a procedere alla riforma dell’informazione pubblica privilegiando una produzione originale che sia realizzata avvalendosi di risorse interne così da limitare l’acquisto di format;
3. a favorire e a rafforzare la definizione di una precisa linea editoriale, che caratterizzi l’offerta informativa di ciascuna delle testate giornalistiche del servizio pubblico e sia coerente con il profilo editoriale proprio della rete su cui sono trasmessi con i rispettivi marchi TG1, TG2, TG3, TGR, RAINEWS e RAI Parlamento, garantendo anche per questa via quella differenza di stile e di identità che rappresenta un elemento di varietà dell’offerta e fidelizzazione, come osservato in premessa, e quindi di audience. Devono comunque restare fermi gli impegni della Rai, previsti anche dal vigente Contratto di servizio, a trasmettere l’informazione istituzionale anche sulle reti generaliste;
4. a garantire il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione, nonché l’apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche, sociali, generazionali, culturali e religiose, e delle minoranze linguistiche, nel rispetto della libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione;
5. a considerare il pluralismo dell’informazione come principio fondante della riorganizzazione anche in vista delle necessarie trasformazioni tecnologiche;
6. a trasmettere alla Commissione un documento dettagliato recante le informazioni necessarie a monitorare che i risparmi prospettati nel progetto siano conseguiti mediante un efficientamento complessivo dei processi e non già con un mero taglio lineare dell’offerta informativa, che non sarebbe coerente con la funzione fondamentale che l’informazione deve rivestire nel servizio pubblico;
7. ad assicurare il pluralismo delle voci, espressione della libera manifestazione del pensiero, e a garantire in tal modo il fondamentale diritto del cittadino all’informazione, che deve caratterizzarsi per un pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie e porlo così in condizione di compiere le proprie valutazioni, avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti;
8. a prevedere che la nuova articolazione dell’offerta informativa della Rai garantisca l’obiettività e l’imparzialità dei dati forniti, nonché la completezza, correttezza e continuità dell’attività informativa erogata, così da fornire ai cittadini utenti informazioni verificate e fondate, con il massimo di chiarezza, favorendo in particolare l’allestimento di spazi e il recupero di risorse giornalistiche interne per trasmissioni orientate al fact-checking (come inchieste giornalistiche su argomenti sociali, politici, scientifici, sanitari, ambientali), che facciano di Rai un punto di riferimento solido e affidabile per tutta la pubblica opinione nazionale e internazionale;
9. a fornire all’utente, al di fuori di ogni discriminazione, la massima varietà possibile di informazioni e di proposte, assicurando così un pluralismo che si estenda a tutte le diverse condizioni e opzioni (ad esempio sociali, culturali e politiche), che alimentano gli orientamenti dei cittadini;
10. a considerare per la TGR un ruolo centrale nella trasmissione di un flusso costante di notizie dalla periferia al centro e viceversa, interagendo con le risorse culturali e produttive del territorio, anche mediante forme di collaborazione con l’informazione televisiva locale di qualità;
11. a prevedere che la razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse giornalistiche attualmente assegnate alle testate sia finalizzata anche al loro impiego nei programmi informativi e di approfondimento trasmessi sulle reti RAI, che dovranno coordinarsi con l’area informativa dell’azienda, anche al fine di valorizzare le professionalità interne;
12. ad approfondire e a fare sempre maggiore chiarezza sul ruolo che il web, mediante il sito della Rai e non solo, potrebbe rivestire all’interno del progetto di riforma, affinché diventi sia fonte, mediante gli strumenti e le conoscenze appropriate per poterlo proficuamente usare, sia strumento per la realizzazione del prodotto, interagendo con il pubblico e gli utenti dei social media. Appare auspicabile una convergenza e sinergia tra le varie piattaforme, fin dalla fase dell’ideazione e della produzione dei programmi e non solo in relazione al momento della loro fruizione;
13. a ridurre speditamente il ritardo tecnologico che caratterizza certe testate giornalistiche con il completamento definitivo del processo di digitalizzazione, in particolare di Rai Sport e di RAI Parlamento, con gli indiscutibili vantaggi che ciò comporterebbe, ad esempio, in termini di alleggerimento delle attrezzature di montaggio e delle strutture di trasmissione e di drastico abbassamento dei costi di ammortamento delle attrezzature e della logistica;
14. a informare il Piano alle dieci raccomandazioni contenute nel Progetto EBU “Vision 2020, connected to a networked society”, che soprattutto per ciò che concerne l’offerta news, auspicano che i public service media siano le fonti di informazione più rilevanti e affidabili, aperte al mondo e ai linguaggi giovanili, siano votate alla innovazione tecnologica e alla sperimentazione, in un quadro di autorevolezza, autonomia e apertura;
15. a valutare la possibilità di introdurre per la nomina dei direttori delle testate giornalistiche procedure trasparenti che prevedano la pubblicazione sul sito dell’azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai propri dipendenti sia a professionisti esterni alla Rai, cui sia data la più ampia pubblicità. L’avviso pubblico dovrà contenere, tra i requisiti richiesti, il possesso di una pregressa esperienza giornalistica di eccellenza, che attesti la fondata capacità potenziale ad assumere la direzione di una testata giornalistica e dimostri capacità innovative e apertura alle esigenze della modernità. Gli organi competenti potranno poi procedere alla nomina, secondo le vigenti disposizioni normative, sulla base di una valutazione comparativa dei curricula trasmessi;
16. ad accrescere il volume di offerta, anche in forme innovative, dedicato all’informazione parlamentare, alle istituzioni nazionali e dell’Unione Europea, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini ai temi del funzionamento delle istituzioni e della partecipazione alla vita politica.
17. a rivedere, nella sua autonomia, il progetto di riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale, tenendo conto delle indicazioni contenute nella presente risoluzione. Di tali variazioni la Commissione dovrà essere tempestivamente e compiutamente informata, limitatamente ai seguiti di sua competenza.