12 febbraio 2015 | 15:58

Entro il 2016 Fastweb porterà la banda ultralarga al 30% della popolazione italiana, in linea con gli obiettivi dell’agenda digitale europea

“Fastweb dal 2016 offrirà collegamenti a Internet da almeno 100 Mbps (megabit per secondo) al 30% della popolazione italiana”. È la promessa di Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb, che ha annunciato anche la disponibilità di tecnologie in grado di raggiungere sulla propria rete i 500 Mbps.
L’annuncio è stato fatto oggi a Milano, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche Mario Mella, chief technology officer di Fastweb, Willem Hendrickx presidente Emea di Alcatel Lucent, e Roberto Loiola, amministratore delegato di Alcatel Lucent Italia, la società che fornisce a Fastweb le tecnologie di ultima generazione per la sua rete.

Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb, alla confereza stampa di Milano

L’investimento per il potenziamento della rete sarà di circa 100 milioni di euro, che si aggiungono ai 400 milioni di euro del piano biennale 2013-2014, che ha esteso la copertura dei servizi ultrabroadband al 20% della popolazione italiana, ovvero a 5,5 milioni di famiglie e imprese, facendo di Fastweb il primo operatore italiano nel campo dell’ultrabroadband.
“L’innovazione”, ha sottolineato Calcagno, “fa parte del dna della nostra azienda. Siamo stati infatti i primi a realizzare nel 1999 una rete di accesso in fibra ottica, basata sulla tecnologia Fiber to the home (Ftth), che raggiunge due milioni di case nelle sei maggiori città italiane”.
Per estendere ulteriormente la copertura e arrivare agli obiettivi previsti dall’agenda digitale europea, la soluzione migliore, secondo Calcagno, è però la tecnologia Fiber to the cabinet (Fttc), già adottata dai principali operatori a livello europeo come British Telecom e Telecom Italia. Con questa tecnologia la fibra ottica arriva fino ai cabinet, cioè gli armadi stradali, che in Italia si trovano mediamente a 250 metri dalle abitazioni degli utenti.
Rispetto alla tecnologia Fiber to the home, che porta la fibra direttamente nelle abitazioni, i vantaggi sono numerosi, come ha evidenziato l’amministratore delegato di Fastweb: “Si risparmia circa il 75% sui costi, occorre molto meno tempo per realizzare le infrastrutture e ci sono molti meno problemi burocratici (vedi ad esempio le autorizzazioni che devono rilasciare gli amministratori di condominio per effettuare i lavori)”.
Dal cabinet alla casa dell’utente si utilizza il classico doppino di rame delle linee telefoniche. Grazie a una serie di nuove tecnologie (Vdsl2, Vectoriong, G.Fast, eccetera), che rappresentano un’evoluzione dell’Adsl, su questi doppini la velocità può superare i 500 Mbps, arrivando addirittura a 10 Gbps (giga bit per secondo), come hanno dimostrato i test di Alacatel Lucent.
“Ma soprattutto”, ha aggiunto Calcagno, “con la tecnologia Fiber to cabinet non si creano cittadini di serie A, quelli che abitano nelle città raggiunte dalla fibra, e cittadini di serie B, cioè quelli che risiedono nelle zone extraurbane dove la fibra non può arrivare”.
Nei prossimi giorni il Governo deve varare il Piano nazionale per la banda ultralarga, dopo una sertie di consultazioni fra gli operatori condotte negli scorsi mesi. In vista di questa scadenza, Calcagno ha sottolineato la necessità di favorire lo sviluppo delle reti Ftcc. “Il Governo ha lanciato una forte iniziativa sullo sviluppo del digitale e il nostro obiettivo è lo stesso”, ha affermato l’amministratore delegato di Fastweb. “La tecnologia Fttc rappresenta la soluzione migliore e più economica per lo sviluppo della banda ultralarga. Il Governo dovrebbe quindi mettere a disposizione i fondi per sviluppare le reti Fttc su tutto il territorio nazionale, incluse le aree attualmente non coperte dai piani degli operatori”.