Comunicazione, Televisione

13 febbraio 2015 | 11:41

Intervista a Collina sulla ‘Gazzetta dello Sport’: “Notevole differenza tra quello che vede un arbitro in diretta e quello mostrato in tv”

(Italpress) “L’Ifab l’anno scorso aveva detto no a qualunque ulteriore discussione. Adesso invece ne riparleranno”.
E’ sempre la moviola in campo l’argomento ‘caldo’ del momento e non sfugge al dibattito nemmeno Pierluigi Collina, che oggi compie 55 anni. L’ex arbitro piu’ famoso al mondo, attuale designatore Uefa, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, non si tira indietro ed esprime un giudizio netto su fuorigioco e falli di mano, entrambi a suo dire da modificare. Sulla regola dell’off-side: “Non si puo’ chiedere a un assistente di valutare i centimetri. Non e’ un compito da essere umani. Nello stesso tempo e’ un paradosso chiedere di accettare l’errore perche’ la valutazione e’ impossibile da fare. Credo che qualcuno debba al piu’ presto mettere mano alla questione, trovando un diverso equilibrio alla regola. Anche sulle varie interferenze con gioco e avversario. L’Ifab ha fatto un passo avanti importante con la creazione di due panel composti da addetti ai lavori per trovare le giuste correzioni”.

Collina (Gazzetta.it)

Sui falli di mano, la volontarieta’ e’ diventato un concetto elastico: “E’ l’unica regola a prevedere la punibilita’ solo in caso di gesto volontario. Le complicazioni arrivano perche’ si e’ cercato di codificarla attraverso una serie di fattori andando molto oltre il significato letterale del termine. Abbiamo episodi che differiscono per sfumature minime: ecco perche’ sara’ necessario anche qui mettere dei punti fermi. Senza contare la notevole differenza tra quello che vede un arbitro in diretta e quello mostrato in tv. Rallentando le immagini si altera la percezione: quasi tutti i tocchi di mano sembrano volontari. La realta’ del campo e’ diversa”. Altra spina, la tripla sanzione: “L’Ifab a fine febbraio dara’ una risposta alle obiezioni avanzate da piu’ parti, direi dalla quasi totalita’ del mondo del calcio che ritiene rigore piu’ rosso e squalifica una punizione eccessiva. Bisogna ricordarsi il motivo per cui si decise questa regola: l’obiettivo era punire chi volontariamente, e magari senza possibilita’ di giocare il pallone, commetteva fallo per impedire a un avversario di andare verso la porta avversaria con la possibilita’ di segnare una rete. Ora siamo andati oltre: e’ punito anche chi in modo onesto cerca di giocare il pallone, ma arriva un attimo dopo sulla palla. Come nel caso dei portieri. Spesso l’attaccante cerca solo di spostare il pallone, togliendolo alla disponibilita’ dell’avversario. Il nostro auspicio e’ che l’Ifab autorizzi una sperimentazione, magari in Champions, permettendo agli arbitri di dare il rosso solo a chi all’interno dell’area di rigore si disinteressa del pallone. Il timore del Board e’ che aumentino le irregolarita’ in area: la sperimentazione potrebbe servire a valutare i numeri”.

Un giudizio, infine, sul cartellino bianco anti simulazione: “Puo’ essere una novita’ interessante, almeno a giudicare dai risultati ottenuti a livello giovanile. Certo, dovra’ essere testato in un campionato piu’ importante, ma trovo importante per il calcio cercare di dare una immagine di correttezza e fair-play. Le simulazioni e le proteste sono diseducative anche per i ragazzi che guardano le gare. Bisogna stigmatizzare certi comportamenti, non incentivarli”. (ITALPRESS, 13 febbraio 2015).