Comunicazione, New media

16 febbraio 2015 | 15:06

Unioncamere annuncia: le start up innovative aumentano, e lo fanno in tutta Italia

(ITALPRESS) Trento come Napoli, Cagliari al pari di Padova. Il Mezzogiorno allo stesso livello del Centro e solo un piccolo passo dietro il Nord. Su una cosa l’Italia dalle diverse velocita’ ritrova lo stesso passo: si chiamano startup innovative, che sono ormai piu’ di 3.200 e aumentano a una velocita’ esponenziale. E lo fanno non solo a Milano (dove sono 470), Roma (270) o Torino (174), ma anche nelle province piu’ piccole, come Trento, o con maggiori problemi di sviluppo, come Napoli, dove se ne contano in entrambi i casi 96. Sono alcune delle caratteristiche delle oltre 3mila startup innovative italiane che emergono dall’indagine promossa da Unioncamere e Ministero del Lavoro e realizzata da Swg.

Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere (foto Olycom)

“Le Camere di commercio svolgono un ruolo fondamentale per favorire la diffusione dell’innovazione e la nascita e consolidamento delle imprese innovative”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Occorre intervenire con un approccio improntato alla semplificazione e alla sostenibilita’ economica nel tempo, anche per il bilancio pubblico, delle misure affinche’ possano diventare strutturali”, aggiunge.

Oltre tre quarti e’ attivo nel settore dei servizi, poco piu’ del 18% nell’industria e il 4% nel commercio. Piu’ nel dettaglio, quattro imprese su 10 operano nelle attivita’ terziarie piu’ fortemente legate alle nuove tecnologie (produzione di software, consulenza informatica e servizi di informazione), mentre una quota del 16,7% si occupa di ricerca e sviluppo.
Il Nord Ovest e’ l’area che ospita il maggior numero di start up (in particolare la Lombardia e Milano), seguito dal Nord Est (con buone performance dell’Emilia Romagna e, a livello provinciale, di Trento). Significativo e degno di attenzione e’ pero’ il contributo fornito dal Mezzogiorno, di poco inferiore a quello del Nord Est e pari a quello del Centro. L’analisi descrive un microcosmo giovane, dinamico, che rischia in proprio. Tre su 4, infatti, hanno la ferma intenzione di accrescere il proprio personale nel corso del 2015. Lo cercano, pero’, di profilo altamente qualificato, prevalentemente con formazione ingegneristica e scientifica, e gia’ sanno che, in 6 casi su 10, avranno enormi difficolta’ a trovare la persona giusta.

Per continuare a stare sul mercato e svilupparsi sono consapevoli di non poter smettere di innovare: l’88% delle startup ha gia’ deciso di mettere in campo nuovi investimenti entro la fine del 2015, essenzialmente per la realizzazione di nuovi prodotti o servizi a elevato contenuto tecnologico. Ma per portare a compimento questa intenzione hanno bisogno di denaro. E questo rappresenta senza dubbio uno scoglio per la gran parte di queste imprese, che gia’ al loro avvio hanno segnalato, tra le principali difficolta’ incontrate, proprio la mancanza di capitale necessario (35%) e la difficolta’ di ottenere credito dalle banche (31%), oltre, pero’, a una eccessiva lentezza e complessita’ delle procedure amministrative (42%). Ciononostante, l’orizzonte di riferimento commerciale delle startup innovative risulta relativamente ampio. Il 23% e’ attivo principalmente sul mercato internazionale e il 34% su tutto il territorio nazionale, mentre, all’opposto, appare contenuta (30%) la quota delle start-up che si muovono soprattutto sul mercato “di prossimita’”. (ITALPRESS, 16 febbraio 2015).