Comunicazione, Editoria

17 febbraio 2015 | 10:55

Processo d’appello a Giuliano Soria, ex patron del Grinzane, premio usato “per compiacere il mondo politico e dello spettacolo”

(askanews) Soldi in nero a politici, giornalisti e personaggi dello spettacolo. Giuliano Soria, ex patron del Premio Grinzane, è comparso questa mattina davanti alla Corte d’appello di Torino dove è accusato di peculato e molestie ad un collaboratore, per le quali in primo grado è stato condannato a 14 anni e mezzo di reclusione, per una deposizione spontanea nella quale ha sottolineato che il premio culturale da lui guidato era uno strumento “per compiacere il mondo politico e dello spettacolo che ci usavano per il loro prestigio”.

“Non regge il vestito che io sono l’unico responsabile di questa macchina. Non avrei potuto portare questo vestito”. Soria ha sottolineato più volte di considerare il Premio come un figlio: “Sento il problema di aver perso un figlio. Di aver dedicato 28 anni della mia vita a qualche cosa che è stato distrutto. Mi chiedo se questa non sia una colpa collettiva”.

Giuliano Soria (Torino.repubblica.it)

Nella sua deposizione, Soria ha fatto un lungo elenco di nomi di persone che hanno utilizzato la macchina del Premio per viaggiare gratuitamente all’estero o ricevere denaro in nero oltre a quello consegnato con i premi. (askanews, 17 febbraio 2015)

 

Grinzane Cavour: Soria, soldi in nero a politici

(ANSA)  - Soria in primo grado era stato condannato a 14 anni e sei mesi. Oggi in aula ha detto di avere “aiutato” numerosi politici torinesi e piemontesi, precisando talvolta (mentre elencava i nomi) che i contributi erano “in nero”. “Ho sostenuto l’allora sindaco Sergio Chiamparino in due occasioni”, ha affermato, “e ho aiutato l’assessore Alfieri voracemente”. Poi ha citato gli assessori Oliva e Stefano Leo (“in nero”), il parlamentare Gianni Vernetti (“piu’ volte”). Fra i giornalisti che beneficiavano delle iniziative del premio “Corrado Augias era il più vorace, era addirittura assillante sui pagamenti in nero”. Alain Elkann pretese per sé e la moglie di allora un viaggio a New York che ci costò 13mila euro”. Poi Soria ha elencato “la sfilza di attori pagati in nero” in occasione del festival di Stresa. “E’ costume nel mondo dello spettacolo”. Il primo è Giancarlo Giannini, “che volle essere pagato prima ancora di entrare”. “Partivo per Stresa – ha raccontato – con 100mila euro per gli attori”. (ANSA)