24 febbraio 2015 | 11:46

Negli Usa cala l’audience della tv lineare, ma alcuni editori non ci stanno e lamentano i limiti delle rilevazioni. Nielsen: miglioreremo

Il pubblico americano sta lentamente, ma inesorabilmente, migrando dalla tv ‘tradizionale’ ai servizi on demand. E’ quanto emerge dall’analisi del Financial Times, che sottolinea il declino della fruizione lineare e la costante ascesa di servizi come Netflix e Hulu. Un trend quanto mai consolidato negli Stati Uniti che ha spinto i grandi broadcaster d’oltreoceano a correre ai ripari. Tra i più colpiti c’è Viacom che solo nel quarto trimestre ha subito un emorragia di audience pari al 18% , la società di Sumner Redstone però non ci sta e rilancia: i dati Nielsen su cui si basa la ricerca non terrebbero conto delle nuove modalità di fruizione dei contenuti, molto diffuse soprattutto fra i più giovani, come smarphone e console per il videogaming. Secondo Philippe Dauman, amministratore delegato di Viacom, questa “misurazione inadeguata” ha minato l’innovazione e colpito indiscriminatamente i grandi operatori media.

Dati Nielsen Tv statunitense (foto Ft.com)

L’ad di Discovery Communications, David Zaslav, si aggiunge al coro di critiche dichiarando: “non c’è dubbio che si tratti di una sottovalutazione, penso che si risolverà con il tempo ma è un problema”. Zaslav contrappone il modello di misurazione adottato dalla Norvegia, nel quale ogni modalità di fruizione, dal bar sotto casa al tablet, viene considerata per i fini statistici. Con questo modello nel paese scandinavo l’audience televisivo ha alternato cali in doppia cifra ad aumenti del 15%.

Nielsen prevede di introdurre da quest’anno nuovi strumenti di misurazione per i dispositivi digitali in grado di seguire più efficacemente le evoluzioni dell’audience. “Sembra che ci sia un declino nelle misurazioni quando in realtà manca la visione di uno spostamento che non viene colto dai dati”, ha dichiarato Megan Clarken, executive vice president per i prodotti digitali di Nielsen. La Clarken sottolinea poi come i consumatori abbiano molte più scelte nella fruizione: “un mercato competitivo con player digitali puri – come Netflix e Amazon – che producono contenuti online, starà proprio agli operatori e alle agenzie media ridefinire la valuta corrente di questa industria”. In ultima analisi sarà quindi il mercato a decidere il terreno di gioco.