Comunicazione, Televisione

24 febbraio 2015 | 13:10

Il Ministero dello Sviluppo Economico precisa: il Ddl sulla concorrenza non prevede nessuna penale per cambiare gestore

(Italpress) Il disegno di legge sulla concorrenza approvato venerdi’ scorso dal Cdm su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, non prevede in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv. E’ quanto precisa una nota ministeriale a proposito di errate interpretazioni riprese oggi da alcuni giornali. La norma inserita nel disegno di legge non cambia infatti le disposizioni generali in materia di recesso anticipato dai contratti di telefonia, internet e tv (gia’ regolati dal DL 7/2007) ma disciplina i costi di uscita dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi (come per esempio l’uso di uno smartphone o le partite di calcio gratuite).

Federica Guidi, presidente Mise (Ansa.it)

In primo luogo fissa un tetto di 24 mesi alla durata delle promozioni stesse. Secondariamente stabilisce che le eventuali penali – gia’ esistenti nelle promozioni – devono rispettare una serie di stringenti requisiti di trasparenza sia verso il cliente, sia verso il regolatore. In particolare, l’operatore dovra’ fornire al consumatore informazione esaustiva in merito all’esistenza e all’entita’ di costi d’uscita. Dovra’ inoltre spiegarne analiticamente al Garante delle comunicazioni, sulla base dei costi effettivamente sostenuti, la giustificazione. In terzo luogo, la norma impone che i costi d’uscita siano proporzionali al valore del contratto e alla durata residua della promozione. In sostanza, l’effetto delle norme introdotte a favore dei consumatori e’ quello di chiarire un aspetto precedentemente non definito, allo scopo di ridurre e comunque rendere piu’ trasparenti i costi complessivi di uscita dalle promozioni promuovendo la mobilita’ del cliente. Cio’ che era vietato fino a oggi continuera’ a esserlo anche dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla concorrenza, e anzi le pratiche commerciali gia’ in atto saranno soggette a vincoli piu’ stringenti a tutela del consumatore. (Italpress, 24 febbraio 2015)