Di scandaloso c’è il prezzo: la Rizzoli vale meno. La voce fuori dal coro di Aldo Busi su Mondadori-Rcs Libri

Voce fuori dal coro quella di Aldo Busi che, sul ‘Fatto Quotidiano’ di oggi ha ribadito le sue perplessità per l’affaire Mondadori-Rcs Libri, da lui ribattezzati Mondazzoli. Non per il rischio, paventato dai 50 autori firmatari dell’appello contro la creazione di un unico colosso, di arrivare al monopolio del mercato librario, di porre un limite alla libertà di espressione, quanto piuttosto per il prezzo dell’operazione. “A me, a naso, sembra folle imprenditorialmente parlando che la Mondadori sborsi centoventi milioni per acquisire un catalogo d’altri che, in vendite e dati i tempi, non certo in pregio storico e letterario, vale quanto il suo, poco più di zero, e non vedo d’altronde alcuna possibilità di trasformarlo in moneta sonante di nuovo” scrive Busi, per poi rincalare la dose e chiudere con due domande provocatorie rivolte a entambe le case editrici: “ho un solo appunto morale da muovere alle due case editrici prima che diventino Mondazzoli: alla Rizzoli: perché vende invece di liquidare tutti i sorci roditori, investire denaro fresco in maestranze più competenti, credere in nuove librerie col proprio marchio e così ridare un po’ del lustro perduto alle future generazioni degli Agnelli e degli Elkann? Alla Mondadori: se la Rizzoli vendere vuole e a tutti i costi venderà, perché poi dargliene centoventi di milioni, ottanta non sono più che sufficienti?”.

Aldo Busi (foto Blogo.it)

 

 

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