Comunicazione, Televisione, TLC

25 febbraio 2015 | 18:33

Tra allarmismi e ironie, politici e sindacalisti si pronunciano contro Mediaset sul caso Rai Way. Si dissocia Forza Italia

(askanews)  Tra allarmi di un potenziale conflitto di interessi e commenti ironici, il mondo politico, tranne ovviamente Forza Italia, boccia l’offerta pubblica di acquisto e di scambio lanciata da Ei Towers, controllata di Mediaset, su Rai Way. A fare la voce grossa contro l’operazione che comunque valorizzerebbe le torri di trasmissioni della Rai per oltre 1,2 miliardi di euro Pd e Movimento 5 Stelle. Per il segretario della Commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi (Pd) “l’offerta di Mediaset appare poco comprensibile. Il governo è stato chiaro su Rai Way: la quotazione in borsa è stata vincolata alla cessione di una quota non superiore al 49%, il controllo delle torri resta saldamente in mano pubblica”. I deputati M5s della Commissione Trasporti e tlc della Camera auspicano “un intervento deciso dell’Antitrust per scongiurare la creazione di un monopolio in un mercato strategico a tutela dei consumatori e degli operatori”.
Mentre Robero Fico (5 Stelle), presidente della Commissione di Vigilanza, ricorda che Berlusconi lo definì “buffone” nel maggio scorso “perché denunciavo la possibilità di un’intesa tra lui e Renzi sulla vendita di Rai Way”.
Se altri nel Pd, come Federico Fornaro, sostengono che “basta rispondere no all’Opa Mediaset” e come Laura Cantini che definisce l’offerta “non accettabile” o in Sel, con Nicola Fratoianni che si appella al governo per dire “chiaramente cosa fare per proteggere Rai Way”, c’è chi si affida all’ironia come l’ex segretario Democratico, Pierluigi Bersani. “Prima Mondadori-Rcs, poi Mediaset-Raiway, ora mi aspetto che il Milan compri l’Inter”, scrive su Twitter.

Il senatore Altero Matteoli (Olycom.it)

Di tutt’altro avviso in Forza Italia. Secondo il senatore Altero Matteoli ora la sinistra “dopo aver impedito a Berlusconi di svolgere la sua legittima attività politica vuole impedirgli l’esercizio di quella imprenditoriale”. Il consigliere politico, Giovanni Toti, pur premettendo di non conoscere i termini dell’operazione osserva di vedere con “con favore qualsiasi iniziativa di aggregazione nei settori delle tlc, tv ed editoria”, dal momento che la concorrenza è a livello globale.

Anche sul fronte sindacale, tuttavia, l’Opa Mediaset non raccoglie consensi. Per la Slc-Cgil “saremmo di fronte all’ennesimo conflitto di interessi per cui il principale concorrente privato deterrebbe quote rilevantissime della principale struttura del servizio pubblico radiotelevisivo”. E così l’Usigrai che giudica “allarmante” l’Opa sulle torri. “Se andasse in porto – sostiene il sindacato Rai – determinerebbe una concentrazione tale da mettere a rischio anche la libertà di informazione”.
“Mugugni” politici e sindacali a parte, da osservare che borsa e analisti plaudono al maxi polo delle torri. I titoli di Ei Towers e di Rai Way sono saliti, rispettivamete, oltre il 7 ed il 14% e gli esperti sostengono che l’integrazione comporterà “significative sinergie” mentre le preoccupazioni regolamentari dovrebbero essere risolte con “un attento controllo delle tariffe”. (askanews, 25 febbraio 2015)