27 febbraio 2015 | 15:09

Il senatore Pd Massimo Mucchetti: “Rayway non deve accettare di trattare alcunché”

Sotto forma di lettera al direttore, su Repubblica interviene il senatore del Pd Massimo Mucchetti che esordisce qualificando come “tecnicamente ostile” la Opa lanciata su Raiway da parte di Mediaset, tramite la controllata Ei Tower che avrebbe informato la società bersaglio all’ultimo momento.

Massimo Mucchetti (foto Olycom)

“Uno Stato dignitoso, che tramite la Rai detiene il 65% di Raiway, non può accettare di negoziare alcunché con un soggetto tanto inurbano. “Peraltro”, continua Mucchetti, “la decisione di lasciar cadere la proposta del Biscione può essere motivata anche in base al prezzo, al rischio regolatorio e all’interesse del Paese. E tuttavia, ieri, i consigli della Rai e di Rai Way si sono limitati a prendere atto della novità senza alcuna osservazione, almeno pubblica. Un po’ poco”.

Mucchetti si domanda dove voglia arrivare Mediaset, considerato che la Rai non potrà, in ogni caso, scendere sotto il 51%. Di conseguenza, invita lo Stato a rilevare un 1,5% di Raiway per impedire a Mediaset di costituirsi in minoranza di blocco. E considera peggiore l’eventualità che la Rai scendesse dal 65 al 51% per incassare 170 milioni. Insomma, per Mucchetti l’insistenza del governo sul vincolo del 51% invece di un “diniego tout court, fanno temere che quanto in pubblico appare un atto ostile, in qualche opaco conciliabolo sia stato invece considerato degno di essere accolto in una gestione fatalmente condominiale dell’infrastruttura di rete”. Così conclude: “Se così fosse, e voglio pensare di sbagliarmi, tutto riacquisterebbe una logica dal punto di vista di Mediaset: sia nel caso Berlusconi punti a proteggere la sua tv legandola ancor più alle sorti della tv pubblica sia, all’opposto, se si voglia preparare a vendere a un prezzo migliore una Ei Towers con le mani in pasta anche in Rai Way quale secondo passo nella liquidazione del suo impero, dopo la cessione dell’8% di Mediaset eccedente il controllo di fatto. Ma che c’azzecca una simile prospettiva con gli interessi del gruppo Rai? E che cosa ci guadagnerebbe il Paese dall’ennesima rappresentazione dell’ormai stanco duopolio Rai-Mediaset, così contrario alla concorrenza? Temo nulla”.