Comunicazione, TLC

02 marzo 2015 | 11:41

Il Governo interviene per accellerare l’intesa tra Telecom Italia e Metroweb. Dal Mise la conferma: nessuno smantellamento della rete in rame

(Mf-Dj) Governo in pressing su Telecom Italia per trovare un’intesa su Metroweb. Lo scrive Il Messaggero spiegando che si dovrà aspettare l’apertura dei mercati per capire fino a che punto sono state recepite le smentite del Governo sulle ipotesi di mandare in soffitta entro il 2030 l’intera infrastruttura in rame di Telecom I. , un affare da 15 mld nei bilanci del gruppo. E non è escluso che possa scendere in campo anche la Consob.

In realtà, prosegue il giornale, la prova della verità sul piano della banda ultra-larga di Palazzo Chigi è fissata per domani. Sul tavolo del Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare una bozza con le linee guida del progetto per diffondere la fibra ottica nel Paese secondo lo schema dell’Agenda digitale Ue.

Marco Patuano, ad di Telecom Italia (foto Online-news)

Marco Patuano, ad di Telecom Italia (foto Online-news)

L’ipotizzato decreto per spegnere nel 2030 l’infrastruttura in rame di Telecom non ci sarà e quindi -dopo la marcia indietro del Governo- sono partiti i primi contatti per uscire dall’impasse. Il che vuol dire che le diplomazie sono già al lavoro. Perché, congelato un decreto che avrebbe di fatto messo in ginocchio Telecom I., la via d’uscita può essere soltanto una, secondo fonti vicine al dossier citate dal quotidiano, e cioè la riapertura delle trattative per l’ingresso di Telecom Italia in Metroweb o la costituzione di una nuova società.

Domani si discuterà della banda larga in Cdm Non è prevista nessuna dismissione della rete Telecom

Non ci sarà, almeno per ora, nessuno smantellamento della rete in rame di Telecom Italia da parte del Governo.
Lo ribadiscono fonti del Ministero dello Sviluppo economico, confermando la posizione già espressa ieri dal sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Il Governo lavora in ogni caso al piano per la banda ultralarga da portare domani in Cdm e che prevede il cablaggio dell’Italia secondo i dettami dell’Agenda digitale Ue. Le medesime fonti precisano inoltre come nella giornata di oggi non dovrebbero tenersi incontri a Palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e Giacomelli, in quanto quest’ultimo impegnato all’estero. (Mf-Dj, 2 marzo 2015)