Comunicazione, Editoria

03 marzo 2015 | 15:09

Il Cda di Rcs rimanda la decisione sull’acquisizione di Libri da parte di Mondadori. La possibile cessione divide soci e consiglieri

(Mf-Dj) Il Cda di Rcs ha deciso di aggiornare i lavori per completare l’esame dei punti all’Ordine del Giorno nella riunione convocata per il 6 marzo prossimo. Lo si apprende da una breve nota diffusa ieri in tarda serata dalla società editoriale.
Il Board si era riunito per prendere una decisione sulla manifestazione di interesse non vincolante presentata lo scorso 18 febbraio da Mondadori per rilevare la divisione Libri di via Rizzoli.

Rcs: in bilico la cessione di Libri a Mondadori (Sole)

La possibile cessione di Rcs Libri a Mondadori ha diviso soci e consiglieri di Rcs. Lo scrive Il Sole 24 ore aggiungendo che ieri il cda della casa editrice del Corriere della Sera è iniziato alle 17h00 e si è chiuso in tarda serata con la decisione di una nuova convocazione per venerdì prossimo 6 marzo.

Pietro Scott Jovane (foto-Olycom)

Pietro Scott Jovane (foto-Olycom)

Nell’azionariato di Rcs, scomposto dalla rottamazione del patto di sindacato, ci sono almeno tre azionisti critici sull’operazione così come è stata prospettata: Urbano Cairo (3,66%), gli eredi Rotelli (3,37%) e Diego Della Valle (7,3%). La valutazione tra i 120 e i 150 mln, prosegue il giornale, non evita a Rcs di riportare una minusvalenza di qualche decina di milioni, visto che il prezzo di carico della Libri, al netto della cassa, è per Rcs di 180 mln.

In consiglio, dove solo la famiglia Rotelli è direttamente rappresentata, finora erano solo due le voci contrarie: quella di Attilio Guarnieri (indicato da Pandette) e quella dell’ex presidente Piergaetano Marchetti. Tuttavia le argomentazioni dei soci perplessi, conclude il quotidiano, avrebbero aperto una breccia anche nel resto dell’azionariato, rendendo quanto mai incerto l’esito del cda convocato ad hoc per discutere della proposta sui Libri che, nelle attese, avrebbe dovuto concludersi con un’apertura a Mondadori per iniziare la due diligence, trasmettendo poi il dossier al nuovo consiglio che sarà nominato dall’assemblea del 23 aprile. (Mf-Dj, 3 marzo 2015)

Per il no alla vendita di Rcs Libri si sono espressi inoltre i giornalisti del Corriere della Sera, che il 2 marzo si sono riuniti in assemblea e alla fine hanno approvato il comunicato che segue:

“Care lettrici e cari lettori,
in queste ore si sta decidendo il futuro di Rcs Libri dopo l’offerta non vincolante di acquisto presentata da Mondadori. L’assemblea dei giornalisti del Corriere della Sera si è riunita ieri e ha espresso preoccupazione per un’iniziativa dai contorni non ancora definiti, ma che presenta diversi rischi. Come numerosi intellettuali e scrittori hanno già evidenziato, questa operazione concentrerebbe in un solo soggetto il 40 per cento del mercato italiano dei libri con evidenti pericoli per il pluralismo culturale del Paese.
Tutto questo avrebbe anche ripercussioni pesanti sul Corriere della Sera. Secondo indiscrezioni non smentite ufficialmente da Rcs Mediagroup, una clausola dell’eventuale accordo prevederebbe il divieto a pubblicare instant book e approfondimenti allegati al quotidiano, con una limitazione della libertà del giornale. L’assemblea ha anche evidenziato che l’operazione si configura come la svendita di un asset strategico in grado di produrre margini positivi. Peraltro non prevista dal piano industriale triennale 2013-2015 e negoziata da un consiglio di amministrazione e da un management in scadenza a breve. Così come per la svendita della sede storica di via Solferino, anche questa iniziativa sembra motivata da una logica finanziaria di breve periodo, volta solo a fare cassa vendendo i gioielli di famiglia per ridurre l’esposizione debitoria del gruppo dovuta a pesanti errori strategici del passato come la disastrosa acquisizione di Recoletos in Spagna. L’assemblea chiede rassicurazioni e garanzie sulla centralità del comparto editoriale e invita gli azionisti a non snaturare il gruppo impegnandosi piuttosto in una prospettiva di rilancio. I giornalisti del Corriere della Sera si riservano di intraprendere iniziative pubbliche per evitare che questo scenario si realizzi”.

Il Comitato di redazione rappresentanza dei giornalisti del «Corriere della Sera»