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03 marzo 2015 | 16:17

Investimenti pubblicitari (Nielsen) gennaio/dicembre 2014

Il mercato degli investimenti pubblicitari nel 2014 chiude a -2,5%, in perdita di 158 milioni rispetto al 2013 che si era chiuso a -12,3% rispetto all’anno precedente. Si tratta del decremento più contenuto registrato negli ultimi quattro anni. Considerando la totalità degli investimenti digital, ossia aggiungendo le stime sulle categorie video, social e search advertising attualmente non misurate mensilmente, il mercato chiude vicino al pareggio (-0,4%). Lo dicono i dati Nielsen gennaio-dicembre 2014 (.pdf).
Per quanto riguarda invece i singoli mezzi, chiude in leggero calo la Tv (-0,5%), seppur con i tipici andamenti differenti al suo interno. Oltre alle performance positive legate agli eventi sportivi dell’estate, si distinguono per crescita anche i mesi di marzo e novembre. La stampa si conferma essere in difficoltà, anche se i lievi segnali di ripresa che arrivano da questo mezzo nel mese di dicembre consentono a quotidiani e periodici di chiudere il 2014 con un calo rispettivamente del -9,7% e del -6,5%.
La radio conferma gli andamenti positivi degli ultimi mesi e, grazie a un dicembre in crescita, ha chiuso il 2014 a -1,8%, in leggero miglioramento rispetto al totale mercato.
Anche internet mostra una crescita nel mese di dicembre, attestandosi a +2,1% per tutto il 2014, che diventa + 7,6% se si allarga il perimetro dell’analisi alle categorie digital non abitualmente monitorate.
Il cinema e il direct mail confermano l’andamento negativo, seppur in misura differente, perdendo rispettivamente il -18,2% e il -4,5%. L’outdoor, insieme al web, è l’unico mezzo in controtendenza, grazie a una crescita del +3,2%.
Il 2014 è stato quindi un anno di transizione e di stabilizzazione del mercato soprattutto guardando al trend di medio-lungo periodo, che può far pensare a una ripresa seppur su basi e valori assoluti di investimento più contenuti rispetto al passato. In termini di valori reali e nominali, si tratta degli stessi valori di fine anni ‘90, anche se allora si era verso la fine di un ciclo di crescita che sarebbe culminato nel 2000.