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03 marzo 2015 | 18:55

La proposta del Movimento 5 Stelle di riforma della Rai: consiglieri scelti con sorteggio dall’Agcom, poi il voto di commissioni competenti (DOCUMENTO)

Leggi o scarica La proposta di riforma della Rai del Movimento 5 Stelle (pdf) (ANSA)  Vengono scelti con sorteggio da parte dell’Agcom, dopo la pubblicazione di un avviso pubblico, i consiglieri della Rai nella proposta di legge del M5s illustrata da Roberto Fico alla Camera. Tale meccanismo è bilanciato dalla verifica a monte di precisi requisiti dei candidati e dall’intervento a valle delle Commissioni parlamentari, che può esprimere un parere sfavorevole a maggioranza dei due terzi determinando così l’estrazione di un nuovo nominativo.  I componenti del cda – nella proposta targata M5S – passano da 9 a 5, inclusi presidente e amministratore delegato (il primo indicato dal Tesoro o, se il ministro non esercita la facoltà, dal cda, il secondo sempre dal cda). Un ruolo di regia, non discrezionale, è affidato all’Agcom, su cui la proposta interviene modificandone le modalità di elezione dei componenti (introduciamo la maggioranza qualificata dei 2/3). L’Agcom – secondo quanto prevede la proposta – predispone un avviso pubblico per sollecitare le candidature alla carica di consigliere. Tra i candidati in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge (competenza, indipendenza e onorabilità) l’Autorità sorteggerà cinque nomi. Poi le commissioni parlamentari competenti potranno eventualmente esprimere, con una maggioranza qualificata dei 2/3, un parere sfavorevole sui nomi sorteggiati, determinando così una nuova estrazione. Tale fase non potrà comunque protrarsi per oltre 30 giorni. I consiglieri sono ripartiti in tre aree di competenza: due provenienti dai settori dell’audiovisivo e delle reti di comunicazione elettronica con competenze giuridico-economiche; un componente, proveniente dai medesimi settori, con competenze tecnico-scientifiche; due componenti provenienti dal mondo degli autori, dei capi-progetto e degli ideatori di programmi radiotelevisivi. Non potranno essere nominati consiglieri tutti coloro che abbiano ricoperto, nei 7 anni precedenti la nomina, cariche pubbliche o siano stati condannati per determinati tipi di reato. E’ previsto anche un rigido principio d’incompatibilità per evitare i conflitti di interessi ma anche un impegno solo part-time dei consiglieri. La proposta di legge M5S sulla Rai prevede anche il principio della trasparenza nella individuazione dei dirigenti: il cda dovrà rendere conoscibili i posti dirigenziali disponibili, gli obiettivi e i criteri di scelta; in un secondo momento, accertata la disponibilità degli interessati, procederà alla scelta fra i soggetti in possesso di comprovata competenza. I dirigenti esterni, invece, dovranno necessariamente decadere assieme al cda. La proposta prevede anche l’abolizione della Commissione di Vigilanza Rai, le cui funzioni vengono in parte soppresse, in parte demandate all’Agcom, oppure ricondotte alle commissioni competenti per materia. (ANSA, 3 marzo 2015)

 

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