Televisione, TLC

05 marzo 2015 | 10:40

Rai Way: la soluzione potrebbe essere un polo a tre Rai, Mediaset e Cdp

(Mf-Dj) Un polo a tre tra Rai, Mediaset e Cassa Depositi e Prestiti: non è il famoso ‘piano B’ che Silvio Berlusconi ha in serbo, ma è un altro progetto che alcune banche d’affari stanno studiando. Lo scrive Il Sole 24 ore spiegando che il progetto sarebbe già stato presentato a Fininvest e Rai per superare l’empasse creatasi dopo il lancio dell’offerta pubblica d’acquisto e di scambio della controllata del Biscione, Ei Towers su Rai Way. Secondo le indiscrezioni, prosegue il giornale il piano sarebbe stato delineato, ma al momento risulterebbe difficile da realizzare e prematuro: primo perché, per ora, Ei Towers non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. Ed è ferma sulla “quota 66%” di Rai Way come obiettivo.

Secondo molti osservatori, riferisce il quotidiano, quella di Mediaset -che dovrebbe presentare il progetto per l’Opas il 16 marzo- sarebbe soltanto una mossa tattica per arrivare a un altro obiettivo: un’unione tra le torri della Rai e quelle di Mediaset ha un forte senso industriale ed è la soluzione che tutti auspicano. Con questa operazione, viale Mazzini potrebbe potrebbe ridurre il suo indebitamento e Mediaset riuscirebbe a valorizzare la sua infrastruttura. Inoltre si creerebbe un operatore di rete nazionale, un progetto caldeggiato in passato da più parti, anche politiche. In tutti gli altri Paesi europei c’è un solo gestore. E nessuno si scandalizza per il monopolio (naturale). Fare lo stesso anche in Italia dunque ha una sua logica.

Ma il progetto, secondo quanto indicato da alcune banche d’affari, starebbe in piedi soltanto con l’ingresso di un terzo azionista nella compagine azionaria: un fondo infrastrutturale capace di iniettare capitali nella nuova realtà e in grado soprattutto di monetizzare la quota che gli verrà trasferita da Rai e Mediaset. E che darebbe la garanzia politica di terzietà. Un soggetto super partes che non ha interessi in gioco.

Alcuni addetti ai lavori indicano anche la Cdp come possibile candidato a questo ruolo, tuttavia fonti vicine alla Cassa smentiscono un qualsiasi interesse per l’operazione. La verità, conclude il quotidiano, è che l’unione tra le torri Rai e Mediaset, per essere mai realizzata, dovrà avere prima un via libera politico. Solo a quel punto sarà chiaro chi saranno i veri protagonisti dell’operazione. (Mf-Dj, 5 marzo 2015)