Comunicazione, New media

05 marzo 2015 | 15:14

La lotta all’Isis passa attraverso il web. Il vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: cittadini diventino hacker patriottici

(askanews) “La lotta all’Isis passa attraverso il web, ecco perché ogni cittadino che usa internet deve diventare un hacker patriottico”. Lo afferma in un’intervista al settimanale ‘Panorama’ il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito.
“Serve una risposta asimmetrica con l’hashtag #noncybercrisis: non mandare più in onda né rilanciare video o tweet dei terroristi. Si può diventare hacker patriottici non cliccando ‘mi piace’ su una foto o un video dell’Isis, non rilanciare un loro tweet perchè significa rilanciare anche le paure ancestrali che i terroristi vorrebbero suscitare in noi.
Loro vogliono utilizzare le nostre paure per portare l’Occidente a scatenare una guerra santa”.

Giuseppe Esposito (Olycom.it)

“I giovani – riferisce Esposito – sono i più a rischio. Le tre adolescenti scomparse per andare con l’Isis sono state attratte perché non conoscono la Siria o l’Iraq. Dalla Slovenia sono partiti una ventina di ragazzini dai 12 ai 17 anni. Ecco perché – conclude il vicepresidente del Copasir – lancio un altro hashtag: babyterroristi. Va integrato lo statuto della Corte penale internazionale che protegge i bambini-soldato, ma non quelli arruolati come terroristi”. (askanews, 5 marzo 2015)