05 marzo 2015 | 20:42

L’Unità, la redazione approva l’accordo con il Gruppo Veneziani: 44 sì, 6 no e 7 astenuti. Prevista la riassunzione di 25 giornalisti

Il comunicato del Cdr dell’Unità diffuso dopo il referendum interno alla redazione spiega che “I giornalisti de l´Unità hanno approvato l´intesa siglata due giorni fa tra cdr, Unità srl del gruppo Veneziani e società Nie in liquidazione con 44 sì, 6 no e 7 astenuti. L’accordo consente la riassunzione di 25 giornalisti oggi in cigs, assicura un reddito minimo, mantiene un radicamento a Roma, garantendo

Guido Veneziani

Guido Veneziani

così la vocazione politica del quotidiano, e in prospettiva offre possibilità di occupazione a coloro che resteranno esclusi dalla selezione iniziale. Abbiamo concluso in modo positivo, anche con il sostegno dei fiduciari di Firenze, Bologna e Milano, una trattativa che era iniziata tutta in salita, che non lasciava sperare in più di qualche unità di nuovi occupati. Ringraziamo Fnsi e associazioni stampa territoriali di Roma, Firenze, Bologna e Milano per l’aiuto che hanno fornito. Questo risultato non sarebbe stato possibile senza il dispositivo coraggioso e articolato del tribunale fallimentare di Roma, che ha valorizzato i lavoratori tutelandone diritti e professionalità. Un pensiero particolare va a Carla Cantone, segretario dello Spi Cgil che in questi difficili mesi ci ha sostenuto e ospitato presso quella che era la storica sede del Pci romano in via de’ Frentani a due passi dalla redazione “leggendaria” de l’Unità a San Lorenzo. Buon sangue non mente: un grande sindacato si schiera sempre per i lavoratori. Grazie Carla! Auspichiamo che la nuova impresa editoriale guidata dal gruppo Veneziani e con una fondamentale partecipazione della fondazione Eyu del Pd, parta con il piede giusto, per il bene di tutti: giornalisti e informazione politica. Per quanto ci riguarda continueremo a tutelare i nostri colleghi, che ancora si trovano in condizione di forte emergenza, e soprattutto quelli che continueranno a stare in cigs. Sono ancora molti i nodi da sciogliere, prima che questa triste vicenda si concluda. Non ultimo quello dei colleghi costretti a pagare di tasca propria i danni per diffamazione che avrebbe dovuto pagare la Nie in liquidazione. La nostra battaglia non finisce qui, ma da oggi procederemo con qualche certezza in più”.
E’ un buon risultato perché, grazie all’impegno del Cdr e della giudice, il nuovo editore Veneziani ha dovuto impegnarsi a prendere non solo il brand Unità e l’archivio ma anche il “ramo di azienda” (cioè una parte dei lavoratori). E alla fine anche il Pd renziano ha dovuto impegnarsi e metterci faccia e garanzie, del resto ha una quota del 5% con la Fondazione Eyu (Europa YouDem e Unità).
Ora il collegio di giudici deve dire ultima parola per l’affitto della testata e Veneziani dovrà svelare chi sarà il direttore per poi aprire i colloqui con tutti i giornalisti per scegliere i 10 articoli “1” a Roma, 6 a Milano (dove sarà la sede centrale) e 9 articoli “2” per collaborazioni continuative. Il piano editoriale non si conosce.