Televisione, TLC

06 marzo 2015 | 12:17

Ei Towers pronta a modificare l’Opa su Rai Way se la valenza del progetto viene rispettata. La frammentazione può attirare investitori stranieri

(ANSA) “Eventuali modifiche alle condizioni dell’offerta dovrebbero comunque mantenere inalterata la valenza industriale e i ritorni finanziari del progetto”. Lo afferma Ei Towers in una nota definendo “prematuro” esprimersi su modifiche fino a quando l’opas non sarà stata valutata da Rai Way e “Il progetto industriale proposto da Ei Towers al mercato è relativo alla creazione di un ‘operatore unico’ nel settore delle infrastrutture televisive: l’offerta presuppone quindi il raggiungimento di una soglia di maggioranza qualificata” si legge nella nota con cui Ei Towers risponde ai quesiti posti dalla Commissione Industria del Senato. “Tale esigenza – viene spiegato – è alla base della condizione sospensiva rappresentata dall’adesione all’offerta da parte di un numero di azionisti che sia titolare almeno del 66,67% del capitale sociale di Rai Way”. Dopo aver aperto alla possibilità di modificare le condizioni dell’opas nel rispetto della valenza industriale del progetto Ei Towers precisa che “allo stato attuale è quindi del tutto prematuro ogni giudizio su eventuali modifiche relative a singole condizioni, avulse rispetto al quadro complessivo, ed in assenza di valutazioni compiute sul merito industriale del progetto e sulle condizioni economiche dell’offerta da parte di Rai Way e del suo azionista”.(ANSA, 6 marzo 2015)

Guido Barbieri, ad di Ei Towers

Rai Way: Ei Towers, polo torri per non essere preda estero

(ANSA) “Se gli operatori italiani continueranno a rimanere frammentati non si può escludere, come si è visto, l’ingresso anche in futuro di influenti player internazionali. Già in passato, l’assenza di adeguata scala ha indebolito altri importanti comparti industriali del nostro Paese”. Lo afferma Ei Towers in una nota in cui spiega le logiche alla base dell’opas sulla controllata Rai. “Un settore cruciale come l’infrastruttura di trasmissione televisiva – si legge ancora – è quindi auspicabile mantenga un controllo italiano”.(ANSA, 6 marzo 2015)