09 marzo 2015 | 10:13

Riforma Rai, il piano di Renzi: super manager nominato dal governo, dimezzare canone e Cda

(Giornalettismo) Il progetto del premier per la tv di stato prevede di liberare il servizio pubblico dalla politica e di dimezzare canone e Cda. Tutto partirebbe dall’introduzione della nomina di un vero amministratore delegato con ampi poteri, come avviene nelle aziende private.

Superare la legge Gasparri rottamando l’attuale gestione di consiglio di amministrazione e direttore generale, introducendo la nomina di un vero amministratore delegato con ampi poteri, come avviene nelle aziende private. Sarebbe questa una delle principali soluzioni del piano del premier Matteo Renzi per riformare la Rai e sottrarre l’azenda televisiva al controllo dei partiti. Ne parla oggi Francesco Bei su Repubblica. In sostanza, il supermanager verrà indicato direttamente dal governo, e quindi la scelta dell’amministratore unico verrà accentrata in capo all’esecutivo.

RIFORMA RAI, MEMBRI CDA DA 9 A 5? – Le linee guida della riforma della Rai dovrebbero arrivare in settimana in Consiglio dei Ministri attraverso un disegno di legge governativo e sul progetto ci sarà una consultazione ristretta di 30 esperti, con particolare attenzione alla governance dell’azienda. Il numero dei consiglieri di amministrazione dovrebbe scendere da 9 a 5, mentre l’ad dovrebbe ottenere tutti i poteri dell’amministratore di una società privata, con la fine della cogestione tra dg e cda. Secondo il piano dell’esecutivo la commissione parlamentare di Vigilanza Rai resterebbe organo di controllo dell’azienda, perdendo però il compito di nominare i membri del cda. Si pensa, poi, alla nascita di un consiglio di sorveglianza, al quale sarebbe demandata la nomina degli esponenti del cda Rai.
RIFORMA RAI, CANONE DIMEZZATO? – Novità anche per il canone. La tassa sulla televisione potrebbe essere quasi dimezzata dai 113,50 euro di oggi a 65. Ma verrebbe nello stesso tempo messa in atto una battaglia all’evasione con l’abbinamento del canone alla bolletta dell’energia elettrica. Il pagamento dovrebbe essere, così, chiesto per ciascuna utenza, indipendentemente dal possesso e dall’utilizzo di un televisore.

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