Comunicazione, New media, Televisione

09 marzo 2015 | 11:25

Nuove regole per la convergenza tra televisione e internet e per la piena concorrenza nel nuovo mondo digitale. La relazione del presidente Agcom Carandini (DOCUMENTO)

Il presidente dell’Agcom Angelo Maria Cardani è stato ascoltato il 25 febbraio dai parlamentari che fanno parte della IX Commissione Permanente Trasporti, Poste e Telecomunicazioni all’interno dell’Indagine conoscitiva sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, aperta il 30 aprile 2014. Davanti alla Commissione, presieduta dal Pd Michele Meta, il presidente dell’Agcom ha letto una lunga relazione in cui ha illustrato le tendenze del settore televisivo, per poi proporre una serie di considerazioni per fare i conti con un mondo “interessato da importanti trasformazioni tecnologiche, connesse al potenziamento del processo di digitalizzazione, che hanno influito sulla struttura della filiera economica – favorendo la nascita di nuove figure di operatori e modelli di business, il mutamento delle modalità distributive, l’arricchimento dell’offerta di contenuti audiovisivi – e che hanno concorso a modificare le abitudini di consumo dei telespettatori, influendo anche sul versante della domanda”.  L’evoluzione tecnologica e le potenzialità dei mercati devono però fare i conti con il calo delle risorse economiche, legate al trend negativo degli andamenti della raccolta pubblicitaria che “rimane la principale fonte di finanziamento, pesando per oltre il 40% delle risorse complessive”, evidenzia Cardani: “La pubblicità raccolta attraverso i media audiovisivi e radiofonici tradizionali(radiodiffusione analogica, digitale terrestre, satellite) rappresenta infatti la quota ancora preponderante, anche se appare significativa e in crescita la raccolta pubblicitaria on line (8% del totale delle risorse). Di poco inferiore è l’incidenza delle offerte a pagamento, mentre più ridotto, ancorché assai significativo specie in questa fase congiunturale, è il peso del canone televisivo, che incide per circa il 20%”. La ripartizione delle risorse tra gli operatori secondo l’Agcom vede “tre soggetti detenere congiuntamente oltre il 90% di tutti i ricavi televisivi: Sky con una posizione di assoluta leadership nella tv a pagamento (a fronte di una quota di mercato superiore al 75%), e Rai e Mediaset, incumbent e leader nella Tv in chiaro (a fronte di una quota congiunta di oltre l’85% del mercato della Tv free)”. Il presidente dell’Agcom mette in evidenza come “alcuni operatori neo-entranti, quali Cairo e Discovery, presentano interessanti offerte televisive (La7 e La7d da un lato, e Real Time, DMax, Focus, Giallo e i canali Discovery a pagamento, dall’altro), che raggiungono quote di ascolti non marginali, ma che ancora stentano a raggiungere significative quote di mercato in termini di risorse economiche (essenzialmente pubblicitarie)”. Per quanto riguarda il processo di convergenza tra servizi tradizionali e contenuti televisivi on line, Cardani mette il dito nella piaga sollevando l’ormai stranoto problema della “bassa diffusione di reti di accesso a banda larga”, che, spiega, “limita la penetrazione di contenuti ad alta efficienza e qualità richiesta dalla distribuzione televisiva”. Il presidente non tralascia il tema dello sviluppo della banda larga senza fili (radiomobile) che “richiede, in linea con l’obiettivo strategico dell’Unione, di assegnare bande di frequenza sufficienti e adeguate in tempi rapidi e di rispondere al meglio alla domanda crescente di banda larga in mobilità”.  Adeguamenti tecnologici necessari per andare incontro “alla tendenza dei principali broadcaster a pagamento ad incrementare il livello di differenziazione della propria offerta (HD, interattività), estendendola anche a nuove forme di fruizione online, in base alle quali gli abbonati possono visualizzare i contenuti acquistati anche su pc, smartphone e tablet. Sono state infine introdotte offerte solo web per l’accesso a contenuti premium quali film e serie tv”.  “E’ evidente che l’attuale assetto del mercato, sotto la spinta della rivoluzione digitale, si presenta, dunque, in costante evoluzione e registra una crescente concorrenza sul fronte della distribuzione dei contenuti e dei servizi”, insiste Cardani che evidenzia come il tema legato allo sviluppo della Rete sia centrale anche per quanto riguarda le regole adottate e da adottare da parte dell’Agcom, tenendo conto che “la dimensione globale che il mondo della comunicazioni oggi ha assunto, soprattutto grazie ad internet, impone di ricercare soluzioni, anche normative, massimamente condivise e unitarie a livello internazionale”.

In conclusione il presidente dell’Agcom di fronte a uno scenario che “si presenta come un complesso ecosistema, ancora instabile” propone senza mezzi termini che di ripersarne le regole “per consentire di raggiungere un equilibrio flessibile che garantisca la crescita complessiva del sistema attraverso dinamiche concorrenziali improntate alla ‘fair competition’, nonché strumenti e politiche di tutela del cittadino/utente” (…) Ciò comporta l’esigenza di sciogliere alcuni nodi della regolazione per addivenire ad una piena convergenza e ad una piena concorrenza del nuovo mondo digitale”. E spiega che le principali criticità da affrontate riguardano: 1)il tema di una tendenziale omogeneità di regole cui sottoporre gli OTT e i broadcaster tradizionali, allorché essi competono sui medesimi mercati (pubblicità, utenti, diritti tv); 2) il rischio di discriminazione nell’accesso ai contenuti; 3) la necessità di aggiornare il concetto di “responsabilità editoriale” (che costituisce uno dei tratti fondanti dell’industria audiovisiva, mentre tende a sfumare, assumendo contorni incerti, nel mondo della rete, sia essa veicolo di informazione che di contenuti audiovisivi).

- Leggi o scarica la relazione del presidente Agcom Carandini (.pdf)