Comunicazione, New media

09 marzo 2015 | 15:06

Il consigliere dell’Ocse per la libertà dei media: i divieti su internet possono limitare la libera espressione. Non bisogna esagerare nella regolamentazione

(askanews) Porre divieti alla libera espressione su internet di idee anche radicali può risolversi in una limitazione dei diritti politici. E’ quanto ha sottolineato il consigliere dell’Ocse per la libertà dei media, Juan Barata Mir, nel corso di un’auzione della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad internet alla Camera.

“Non bisogna esagerare nella regolamentazione di internet se abbiamo già delle regole e delle libertà offline che si possono applicare a internet” ha detto.

Secondo il rappresentante dell’Ocse “solo l’incitamento diretto alla violenza può essere criminalizzato, negli altri casi il modo di risolvere il problema non è introdurre restrizioni. Bisogna comprendere le cause reali delle forme radicali di espressione, le limitazioni non risolvono le cose”.

Juan Barata Mir, Ocse (Latinomis.org)

Questo, ha proseguito, perché “le limitazioni possono essere utilizzate da governi, polizia e servizi di sicurezza per limitare la libertà di espressione. Questo magari non può succedere in Italia, ma altrove limitare l’espressione, anche quella delle idee più radicali, potrebbe portare alla persecuzione di voci delle opposizioni se il concetto è troppo largo”.

“Ad esempio – ha concluso Juan Barata Mir – punire il fatto di visitare certi siti web potrebbe limitare la libertà di espressione politica. Il modo vero di combattere intolleranza su internet è avere altre espressioni su internet che contrastano queste tesi”. (askanews, 9 marzo 2015)