Comunicazione, New media

10 marzo 2015 | 17:09

Il Governo turco pronto ad offrire alle famiglie più povere l’accesso gratuito a Internet, ma i siti saranno controllati

(askanews) Il governo islamo-conservatore turco ha deciso di lottare contro la disparità di accesso alle tecnologie informatiche offrendo alle famiglie meno abbienti della Turchia, a cominciare da quelle i cui figli sono studenti, un accesso gratuito ma controllato a internet.
La misura è contenuta in un progetto del ministero dello Sviluppo presentato oggi dall’agenzia governativa Anatolia: i beneficiari di questo servizio potranno navigare senza pagare e senza limite di tempo su un certo numero di siti internet “utili”, ma avranno un accesso gratuito limitato nel tempo al resto della rete. Anatolia non ha precisato come né da chi saranno selezionati questi siti “utili”.

Il primo ministro turco Tayyip Erdogan

Il primo ministro turco Tayyip Erdogan

Da un anno, le autorità turche si attirano numerose critiche bloccando provvisoriamente i social network Twitter e Facebook, accusati di diffondere false informazioni su uno scandalo di corruzione in cui è coinvolto il governo o vietando l’accesso a dei siti considerati “offensivi” per l’islam.

Il presidente islamo-conservatore Recep Tayyip Erdogan si è reso protagonista in prima persona di una serie di attacchi virulenti contro internet e i social network. L’anno scorso aveva paragonato Twitter a “un coltello nelle mani di un assassino”.

L’anno scorso, da una inchiesta realizzata dal governo era emerso che il 43% delle unità abitative turche era sprovvisto della connessione a internet, soprattutto perché giudicata “troppo cara” o “senza interesse”.

Primo ministro per 11 anni, capo dello Stato dallo scorso agosto, a Erdogan viene attribuito il forte aumento dello standard di vita registrato in Turchia dall’arrivo del suo partito al potere nel 2002. Dalla violenta repressione delle manifestazioni antigovernative del giugno 2013, i suoi critici lo accusano di una deriva autoritaria e islamista. (askanews, 10 marzo 2015)