Editoria

11 marzo 2015 | 10:29

Il presidente della Fieg, Costa, chiede una nuova legge sul diritto d’autore online per limitare operatori dominanti

(ANSA) – Limitare lo strapotere degli over the top, estendendo il diritto d’autore anche all’online, attraverso un accordo tra tutti gli operatori e, in mancanza, con un intervento regolatorio del governo.

E’ la proposta arrivata dal presidente Fieg, Maurizio Costa, all’incontro “L’editoria nell’era digitale: tutela dei diritti e nuove opportunità di mercato”, che si è tenuto in occasione della presentazione del libro di Ruben Razzante “Informazione: istruzioni per l’uso. Notizie, Rete e tutela della persona”.

Maurizio Costa (foto Olycom)

Maurizio Costa (foto Olycom)

Al dibattito, moderato da Emilio Carelli, hanno partecipato, oltre all’autore, il presidente Antitrust, Giovanni Pitruzzella, il Garante per la privacy, Antonello Soro e il presidente dell’Upa (Utenti Pubblicità Associati), Lorenzo Sassoli de Bianchi. “Gli over the top, Google ma non solo, hanno una posizione dominante e preclusiva per gli altri operatori – ha spiegato Costa -. La nuova Commissione Ue, come emerso dall’incontro avuto con gli editori europei a febbraio, si è dimostrata molto più sensibile al tema che in passato. Il Parlamento europeo, inoltre, è intervenuto con la proposta di separazione tra l’attività di motore di ricerca e i servizi commerciali che sarebbe un elemento dirompente per gli operatori”. Costa ha richiamato i punti critici del sistema, tra cui “l’algoritmo oscuro” utilizzato da Google per le ricerche, i problemi di privacy, l’assenza di tutela del copyright, i fatturati pubblicitari non trasparenti e gli aspetti legati all’elusione fiscale. “Dobbiamo arrivare a un confronto a livello europeo – ha aggiunto -, ma anche a livello italiano, dove va fatta una modifica alla legge sul diritto di autore estendendolo all’online attraverso un accordo tra gli operatori ed, in sua assenza, con un intervento del governo che dirima la questione”. Nell’incontro, in cui è stato ricordato che i dati Audipress evidenziano un’inversione di tendenza nella lettura dei quotidiani, Costa ha richiamato anche la necessità di investire in un progetto di formazione dei giornalisti. “Sull’editoria serve un aprire un tavolo che coinvolga i vari soggetti – ha aggiunto -, per arrivare a un ‘publishing act’ che delinei un quadro di lungo periodo. E’ un approccio che è stato recepito con favore dal governo. E’ il momento giusto per farlo”.

“Il settore dell’editoria risente fortemente dell’innovazione tecnologica in atto ed il rischio è che ci sia una cannibalizzazione dei contenuti – ha affermato Pitruzzella -. Il mondo dell’editoria deve sapersi innovare, ma serve anche una nuova disciplina del diritto d’autore per la quale non si può non tener conto dell’esperienza europea, di quanto avvenuto in Francia, Germania e Spagna. Dobbiamo stare però attenti a interventi regolatori che vengono dall’alto. Bisognerebbe favorire momenti di confronto che aprano la strada ad accordi, lasciando allo Stato un intervento sussidiario nel caso in cui l’intesa non si realizzi”. Soro ha sottolineato che “l’attività di profilazione è diventata centrale” e che “i motori di ricerca e Facebook sono tra i pochissimi intermediari tra produzione e consumo e gestiscono i dati in modo estraneo alle regole della concorrenza”. “Questo processo – ha sottolineato – limita le libertà individuali, anche perché c’è un’asimmetria nella protezione dei dati. Oggi c’è preoccupazione nei confronti di chi gestisce la sorveglianza globale”. “C’è un primo tentativo di intervenire del Parlamento europeo – ha proseguito – e c’è una giurisprudenza che è stata più veloce di parlamenti e governi, mettendo dei paletti sulla giurisdizione. Le aziende si sono adeguate e questo non era scontato”. (ANSA)