Comunicazione, Editoria

12 marzo 2015 | 10:18

Si definiscono gli assetti di Rcs, lo scrive ‘Il Messaggero’: prove di alleanza tra Fca, Mediobanca e Invesco. Spiazzati molti altri grandi azionisti

(MF-DJ) Improvvisa accelerazione nella definizione degli assetti di Rcs. Oggi a Milano, scrive Il Messaggero, sarebbe in calendario un vertice dal quale potrebbe emergere la formazione, attorno al gruppo Fca -primo azionista con il 16,7%- di una nuova maggioranza vicina al 30%. Ne farebbero parte, continua il giornale, Mediobanca (6,2%) e Invesco, la cui quota sarebbe salita rispetto al 5% noto finora.
I tre soci sono pronti a indicare i due terzi del nuovo cda da eleggere all’assemblea del 23 aprile. Di fatto rimarrebbero spiazzati molti altri grandi azionisti, a cominciare da Intesa Sanpaolo (4,1%), Pirelli (4,4%), Unipol (4,6%) facenti parte dell’ultimo patto, oltre a Diego Della Valle (7,3%), Urbano Cairo (3,6%) e Paolo Rotelli (3,3%).

John Elkann (foto Olycom)

John Elkann (foto Olycom)

Fonti autorevoli, precisa il giornale, riferiscono che negli ultimi giorni, di fronte alle avvisaglie del colpo di scena che si sta profilando, sarebbe stata studiata una contromossa ardita. Uno dei soci principali avrebbe cercato di convincere un cavaliere bianco di elevato standing, ben considerato negli ambienti finanziari per liquidità e autorevolezza, a lanciare un’Opa, supportato dalle grandi banche: l’interessato, però, proprio in considerazione del suo interesse a non prendere posizione in una partita così delicata, avrebbe declinato l’invito.

Il colpo d’ala del presidente di Fca, John Elkann -che punta alla conferma dell’a.d., Pietro Scott Jovane- se confermato, è destinato a lasciare il segno. Lo statuto prevede che il cda sia formato da 7-11 membri: oggi è di 9. Dovrebbe restare di queste dimensioni, prosegue il quotidiano, pertanto la prima lista se ne aggiudicherà 6, l’altra tre. Anche se da piazzetta Cuccia si insiste su un atteggiamento unitario, negli ultimi giorni la geografia interna sarebbe stata rivoluzionata.

La conferma dell’a.d. trova molti dissenzienti che, di fronte all’aut aut di Fca, si sarebbero tirati fuori. Invesco, la cui partecipazione sarebbe salita all’8%, ipoteca gli assetti assieme a Mediobanca, tentata a sostenere questa lista nonostante all’interno di Unicredit, primo socio di piazzetta Cuccia, Fabrizio Palenzona -d’intesa con Federico Ghizzoni- avrebbe tentato strade nuove cercando sponda in Intesa Sanpaolo e Pirelli. Ora bisognerà vedere, conclude il giornale, se gli altri soci si uniranno nella lista di minoranza, ma i giochi sembrano fatti. (Mf-Dj, 12 marzo 2015)