Comunicazione, Televisione

12 marzo 2015 | 18:30

Sky dovrà pagare la Rai per i canali pubblici che trasmette. L’Agcom risolve così la vecchia diatriba, ma chiede che il compenso sia “equo e ragionevole”

(Mf-Dj) Il Garante delle Comunicazioni prova a risolvere una vecchia lite tra la Rai e Sky. Lo scrive Repubblica spiegando che l’Agcom non vuole più sapere di oscuramenti dei programmi della Rai a danno degli abbonati di Sky. A sua volta, però, Sky dovrà pagare dei soldi alla tv di Stato per i canali pubblici che mostra ai priori clienti. Sarà la Rai a chiedere un compenso con una proposta di contratto “equa e ragionevole” che spedirà alla pay-tv entro massimo 30 giorni.

La proposta di accordo, prosegue il giornale, dovrà anche essere “equa, proporzionata e non discriminatoria”. Soprattutto, dice lo stesso Garante, la televisione di Stato non potrà farsi scudo dietro i diritti dei fornitori di programmi per giustificare li oscuramenti a danno di Sky.

Andrea Zappia, ad Sky Italia (Olycom.it)

La Rai, a sua volta, porta a casa un risultato molto pesante. Il garante afferma che è diritto e dovere della televisione pubblica -anche in base al contratto di servizio con lo Stato – chiedere un compenso economico per i suoi canali, sia per il rilievo dei programmi sia per il “valore reputazionale” del marchio Rai. La delibera dell’Agcom è stata approvata a maggioranza.

Sky I. è una delle emittenti di 21st Century Fox, newco che raggruppa le attività cinematografiche e televisive di News Corp. A quest’ultima fa capo anche Dow Jones & Co., che assieme a Class E. controlla quest’agenzia. (Mf-Dj, 12 marzo 2015)