Televisione

12 marzo 2015 | 12:06

Critiche le prime reazioni alla proposta di riforma Rai di Renzi. Il nodo centrale è la scelta dell’ad

(ANSA) “Sono favorevole alla figura dell’amministratore delegato. Il nodo è però chi lo nomina, la Rai deve essere libera dal controllo dei partiti ma anche dei governi. La nostra ipotesi è quella di annuncio pubblico, con la griglia di competenze indispensabili per guidare la più grande azienda culturale del Paese, e poi una selezione pubblica fondata sui curricula e il programma che chi si candida vuole attuare alla guida della Rai.

Vittorio di Trapani, segretario Usigrai

Vittorio di Trapani, segretario Usigrai

E’ una procedura di merito e trasparenza, che può consentire ai cittadini di verificarne l’attuazione”. Lo afferma, in una conversazione con l’Ansa, il segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani, in merito alla riforma della Rai oggi in consiglio dei ministri. “E’ assolutamente necessario liberare la Rai dai lacci burocratici che causano lungaggini – afferma ancora -, incompatibili con un’azienda che deve competere sul campo dell’innovazione. E’ indispensabile il controllo della Corte dei Conti, perché chi maneggia denaro pubblico ne deve rispondere in prima persona”. “Il primo elemento positivo è che stanno immaginando fonti di nomina diversificate, come da noi più volte auspicato, compresa l’indicazione di un nome da parte dei lavoratori – dice ancora il segretario Usigrai -. Vedremo come il testo sarà scritto, ma comunque è una novità positiva. Quando l’Usigrai fece questa proposta ad Assisi ai comitati della Rai, ricordammo che è una soluzione che funziona bene in altri servizi pubblici europei e che è in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione”. Di Trapani è oggi a Bologna e Ancona per discutere con le redazioni della piattaforma RaiPiù, proposta dal sindacato dei giornalisti della tv pubblica, su cui è in programma un referendum dal 19 al 22 marzo. (ANSA, 12 marzo 2015)

Rai: Zaccaria, l’Ad non può essere scelto dal governo

(ANSA) “La Corte costituzionale ha sempre espresso pareri nitidissimi: gli organi di governo della concessionaria del servizio pubblico

Roberto Zaccaria, ex presidente Rai (foto Olycom)

radiotelevisivo non possono essere espressione esclusiva o prevalente del potere esecutivo”. Lo afferma l’ex presidente della Rai Roberto Zaccaria in un colloquio con il Corriere della Sera. “A mio modo di vedere, se lo schema per i vertici è quello che si dice, appare improponibile che l’amministratore delegato, nelle cui mani dovrebbe andare la massima concentrazione dei poteri, possa essere non solo indicato dal ministero dell’Economia ma soprattutto votato dal Consiglio dei ministri”, dice Zaccaria. “Si potrebbe anche accettare l’idea che uno o due consiglieri siano designati dall’esecutivo, ma non certo il detentore del governo aziendale. Il cda, così come avviene nella gran parte delle tv pubbliche europee, dev’essere espressione della complessità sociale”. Per l’ex presidente della Rai, inoltre, “non può essere il legislatore a decidere una riunione delle Camere in seduta comune, ipotesi contemplata dalla Costituzione – spiega – per casi ben specifici e chiaramente indicati”. (ANSA, 12 marzo 2015)