Comunicazione, Televisione

13 marzo 2015 | 20:38

La Corte dei Conti sulla Rai: l’evasione del canone è elevata, pesa sui conti. Necessario un vigoroso taglio dei costi

(Mf-Dj) Per la Rai “La necessità di un vigoroso contenimento dei costi si pone con il carattere della improcrastinabilità e assoluta centralità”.

Lo scrive la Corte dei Conti nella Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Rai per l’esercizio 2013, spiegando che la Rai deve attuare “ogni misura organizzativa, di processo e gestionale idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche, con decisioni di spesa che siano, singolarmente e nel loro complesso, strettamente coerenti con il quadro di riferimento”.

Secondo la Corte “nell’attuale panorama economico è necessario pianificare un sostanziale contenimento dei costi, soprattutto quelli della produzione, avuto riguardo al contesto nel quale si inscrive l’attività della Rai e, quindi, tenendo conto delle reali entrate”.

“Sebbene l’esito della gestione del 2013 sia stato in generale positivo – si legge nella Relazione – si deve segnalare, pur prendendo atto che si tratta di eventi riconducibili agli esercizi successivi, l’impatto sui conti della concessionaria” a causa del decreto 66/2014, del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 17 dicembre 2013 in materia di canone radiotelevisivo e della legge di stabilità 2015.

“Per quanto concerne la gestione 2014 – prosegue la Corte dei Conti – l’incidenza sui conti della concessionaria derivante da questi provvedimenti, ad eccezione di quello recato dalla legge di stabilità che trova applicazione nell’anno 2015, appare notevole non solo per la minore entrata (150 milioni di euro) derivante dalla riscossione del canone radiotelevisivo e dal mancato adeguamento della misura unitaria del canone stesso (oltre 20 milioni di euro), ma anche per la situazione di riduzione dei ricavi, che negli anni passati aveva attinto quasi esclusivamente le entrate provenienti dalla pubblicità, e che negli esercizi 2014 e seguenti potrebbe interessare, verosimilmente, anche le entrate da canone avuto riguardo al minor numero di nuovi utenti rispetto al passato, alla incrementata morosità e all’alto tasso di evasione, fenomeni rilevati già nel 2013 e che non sembrano avere natura episodica”. Il 2014, ricorda la Corte, “sarà caratterizzato da maggiori costi per i grandi eventi sportivi e che gli altri ricavi non sembrano suscettibili di ulteriore espansione”.

Raffaele Squitieri, presidente Corte dei Conti (Olycom.it)

Rai: Corte Conti; evasione canone elevata, pesa su conti

“Un progressivo allineamento allo standard europeo, con un conseguente recupero di importanti risorse, stimate nell’ordine di 500 milioni di euro annui, presupporrebbe una revisione dei meccanismi di riscossione, da integrare con un rafforzamento degli strumenti normativi di contrasto all’evasione, oggi palesemente inadeguati. L’adozione di tali interventi contribuirebbe notevolmente a riequilibrare la posizione economico-finanziaria della società”.

Lo scrive la Corte dei Conti nella Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Rai per l’esercizio 2013, sottolineando che “anche nel 2013 l’evasione dal pagamento del canone di abbonamento è stata elevata raggiungendo, secondo le stime della società, per il canone ordinario la percentuale del 26,6% (+0,6% rispetto al 2012), superiore di quasi 19 punti percentuali a confronto con la media europea”.

Tuttavia, “come rilevato anche dal collegio sindacale della società, al momento non sono state introdotte misure adeguate volte ad arginare il fenomeno. In particolare dette iniziative, non adottate o anche solo pianificate nel corso degli anni passati, vanno assunte dalla Rai, in ordine al canone speciale, riscosso direttamente dalla società”. (Mf-Dj, 13 marzo 2015)