16 marzo 2015 | 15:56

Un terzo delle donne italiane naviga su Facebook durante il rapporto sessuale. La psicologa: è il terzo incomodo

Internet dipendenti, schiavi dello smartphone, drogati dei social? Tutti termini per definire un utilizzo eccessivo, al limite della patologia, delle nuove tecnologie e al web. I dati sulla dipendenza da cellulare tra le donne italiane sembrano portino acqua al mulino dei reazionari nativi analogici, i detrattori del web 2.0 e dei social network. Ma non prendiamoci in giro, le persone non parlavano tra di loro anche prima dell’avvento di queste tecnologie. Come in molti ambiti delle nostre vite il vizio è nella forma più che nel contenuto, è una questioni di modalità di utilizzo e non dello strumento in sé. Resta da capire se sia più castrante, per l’autostima maschile, che la propria partner navighi su Facebook durante l’atto o si addormenti lamentando atavici ed invalindanti mal di testa.
Nondimeno i numeri, riportati dall’ Huffintonpost.itparlano chiaro: quasi il 29% delle donne usa il cellulare durante il rapporto intimo. Nel 12% delle volte per rispondere a una chiamata, nel 10% dei casi per leggere un sms (sul telefono, Facebook o WhatsApp ) e nel 5% per visitare la propria pagina di Facebook. Lasciando da parte le facili ironie, la dottoressa Laura Rivolta, psicologa e psicoterapeuta specializzata in sessuologia clinica e in Terapia Sistematica Relazionale, sottolinea come l’utilizzo eccessivo della tecnologia ha un’incidenza negativa sull’intimità della coppia. “Lo strumento tecnologico – prosegue l’esperta – rappresenta dunque il terzo incomodo, un amante invisibile, vero e proprio killer della passione e dell’interesse erotico: il 30% degli uomini italiani posticipano il momento di coricarsi in quanto impegnati su mouse e tastiere del proprio PC, tablet o smartphone”.

Laura Rivolta, psicologa psicoterapeuta

A fronte di queste dichiarazioni, non possono certo sorprenderci le statistiche che vogliono il 35% della popolazione maschile e il 29% di quella femminile insoddisfatta della propria vita sessuale.
“Oggi la coppia deve misurarsi con l’oggetto tecnologico. È vero che facilita e mantiene la relazione di coppia; il partner è sempre vicino, raggiungibile. E’ anche vero però che la tecnologia è un intruso che ostacola, penalizza la disponibilità e la frequenza erotica; divide perché favorisce la connessione con altri, amici colleghi possibili conoscenti. Non è raro inoltre – conclude l’esperta – assistere a fenomeni di ‘addiction’, di dipendenza da contatti interpersonali che riducono il desiderio e la disponibilità verso il partner”.