Comunicazione, New media

16 marzo 2015 | 15:56

Bullismo, violenze e nudità: questi i contenuti banditi su Facebook. Dal social network arrivano le nuove regole sui contenuti pubblicabili

(askanews) Facebook ha 1,39 miliardi di utenti attivi e, per questo, il social network può essere considerato quasi una piattaforma comunicativa universale, dove la gente pubblica – o cerca di pubblicare – qualsiasi cosa. Un motivo in più, per l’azienda fondata nel 2004 da Mark Zuckerberg, per aggiornare le sue regole sul materiale pubblicabile e su quello, invece, destinato a essere bloccato e rimosso.
Il nuovo testo è molto più dettagliato del precedente ed è il frutto del tentativo di trovare un equilibrio tra libertà d’espressione, privacy e sicurezza, sempre più difficile.
Facebook “rimuove ogni minaccia credibile di violenza verso altre persone, e minacce di furto, vandalismo e danni finanziari”; non permette “la promozione dell’autolesionismo e del suicidio, e nemmeno la pubblicazione di contenuti che prendono di mira persone che si sono suicidate o che hanno provato a farlo”. Il social network, poi, spiega che non permette agli utenti di usare Facebook “per mettersi d’accordo sull’uso di droghe, ma consente di chiedere la legalizzazione delle droghe o di pubblicare informazioni al riguardo”.

Mark Zuckerberg (foto-Olycom)

I gruppi come l’Isis sono stati vietati da molto tempo: il social network non permette “di essere su Facebook alle organizzazioni coinvolte in attività terroristiche, nella criminalità organizzata, nella promozione dell’odio verso una certa categoria di persone sulla base del colore della pelle, dell’etnia, della nazionalità, della religione, del sesso, dell’identità di genere, dell’orientamento sessuale, della disabilità o di una malattia.
Rimuoviamo anche i contenuti che esprimono sostegno per le attività criminali e violente di questi gruppi”.

Un altro tema su cui Facebook ha voluto essere molto chiaro è il bullismo, “non tollerato”, così come le molestie. “Non sono permesse le pagine che prendono di mira e umiliano una persona, le immagini alterate per umiliare qualcuno, la diffusione di informazioni personali per ricattare o molestare qualcuno, l’invio ripetuto e costante di richieste di amicizia e messaggi non desiderati. Le ‘persone non pubbliche’ sono persone che non hanno attirato su di sé le attenzioni dei media e nemmeno l’interesse dell’opinione pubblica per via delle proprie azioni o della loro professione”. Sono naturalmente consentite le critiche ai personaggi pubblici, ma “rimuoviamo le minacce credibili, così come i messaggi di odio”.

Facebook ha sempre vietato la pornografia e la maggior parte delle nudità, ma è voluto entrare nei dettagli: “Rimuoviamo i contenuti che minacciano o promuovono la violenza sessuale e lo sfruttamento, compreso lo sfruttamento sessuale di minori e le molestie sessuali. La nostra definizione di ‘sfruttamento sessuale’ comprende la richiesta di materiale sessuale, qualsiasi contenuto sessuale riguardante minori, le minacce di condividere immagini private, l’offerta di prestazioni sessuali”. Facebook “limita la diffusione di immagini di nudo perché alcune parti della nostra comunità globale sono particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti, soprattutto per via della loro età e del loro background culturale”. “Rimuoviamo le fotografie di persone che mostrano genitali o che mostrano completamente le loro natiche. Rimuoviamo fotografie che mostrino un seno se includono il capezzolo, ma permettiamo la diffusione di fotografie che mostrano donne che allattano o mostrano le cicatrici seguite a una mastectomia”. Sono inoltre vietate le immagini che mostrano rapporti sessuali e potrebbero essere rimosse anche dettagliate descrizioni verbali di atti sessuali.

Altro punto su cui si discute da tempo: gli account degli utenti morti. “Facebook è un posto in cui le persone condividono storie e pensieri su amici e familiari che non ci sono più. Una volta ricevute le prove del decesso, mettiamo al sicuro e trasformiamo i profili” delle persone morte. “I parenti di una persona morta possono anche chiedere la rimozione del suo profilo da Facebook”.
Facebook, poi, chiede agli utenti “di rispettare i diritti d’autore, i marchi registrati e altri diritti legalmente tutelati”. Infine, invita a migliorare l’esperienza sul social network “personalizzando e controllando i contenuti che vedi, bloccando e nascondendo un post, una persona, una pagina o le applicazioni che non vuoi vedere”. (askanews, 16 marzo 2015)