Comunicazione, Editoria, New media

19 marzo 2015 | 17:44

Sono morti i giornali o è l’idea di giornale a essere morta? Ecco l’analisi nell’INFOGRAFICA di DataMediaHub

Daniela Colombo – I giornali sono morti. Ma la questione non è se siano morti quelli di carta e quali possibilità ci siano per quelli online, quanto piuttosto se sia l’idea di giornale ad essere defunta e con essa i modelli di business che l’hanno caratterizzato negli ultimi 100 anni. E’ questa la conclusione cui giunge DataMediaHub, partendo dall’analisi di due ricerche made in Usa, ‘The Infinite Dial 2015′ e ‘How Millennials Get News: Inside the habits of America’s first digital generation’, che hanno studiato il rapporto degli americani con i diversi media. La prima ricerca, condotta da Edison Research e Triton Digital tra gennaio e febbraio di quest’anno, partendo dalla domanda ‘Tra Internet, giornali, radio e televisione, qual è quello essenziale per la tua vita?’, ha svelato come solo il 4% degli intervistati ritenga siano i giornali. Percentuale che cala al 3% in caso della ricerca di informazioni su eventi di particolare rilevanza.

Infografica tratta da DataMediaHub

La seconda invece, condotta da the American Press Institute e the Associated Press-NORC Center for Public Affairs Research, ha analizzato nello specifico il comportamento di consumo dei contenuti sul web da parte della generazione dei millennials. Due le principali riflessioni: in primis quale sia l’idea di notizia e informazione secondo gli intervistati, con le notizie di cronaca al settimo posto tra quelle seguite con regolarità, la politica nazionale in nona posizione e l’informazione economico-finanziaria terzultima. In secundis, dato che si integra con i dati di Edison, le fonti utilizzate per approfondire una notizia, con i giornali, di carta o meno, che ottengo una preferenza risicatissima nell’ordine del 3%.

Infografica tratta da DataMediaHub

È evidente che una parte degli approfondimenti ricercati attraverso i motori di ricerca e i social approdi nuovamente alle testate online, ma è l’idea di fonte d’informazione ad essere completamente mutata. Con i motori di ricerca si cerca l’argomento prima che la fonte, e ovviamente non è difficile immaginare che la disponibilità a pagare sia tendenzialmente nulla.

I millennials pagano per l’intrattenimento ma non per le news