Comunicazione, TLC

24 marzo 2015 | 12:49

L’Agenzia delle Entrate accusa Apple: evasi 897 milioni di euro. La risposta della società di Cupertino: paghiamo ogni euro di tasse dovute ovunque operiamo

(ANSA) Fin dalle battute iniziali del controllo sulle vendite di Apple, i funzionari dell’Agenzia delle Entrate hanno chiarito che Apple vendeva prodotti non dall’Irlanda ma dall’Italia, da li l’ipotesi dell’esistenza di una stabile organizzazione occulta in Italia. Il controllo su Apple, spiegano fonti dell’amministrazione finanziaria in riferimento alla chiusura indagini della procura di Milano che ha indagato tre manager dell’azienda, ha avuto una impennata dal mese di settembre 2014 quando i funzionari dell’Ufficio Antifrode hanno depositato in Procura una informativa redatta a seguito di controlli effettuati presso i soggetti che orbitano intorno al mondo Apple, ovvero concessionari e distributori. Immediata la risposta della Procura Milanese e dei funzionari delle Dogane che hanno messo a disposizione degli agenti del fisco tutto il materiale sequestrato nel corso dell’indagine penale: materiale che ha consentito di provare quanto ipotizzato e di allargare il contesto a tutte le annualità ad oggi accertabili, consentendo di quantificare il reddito evaso da Apple in 897 milioni di euro. Infondata, spiegano le fonti, la notizia secondo cui ci sarebbe un tentativo di accordo tra le Entrate ed Apple. Ad oggi è in corso l’attività di verifica amministrativa, attività che nel pieno rispetto del dettato Costituzionale e dello Statuto del Contribuente, prevede una fase di contraddittorio con la parte per l’esatta determinazione del reddito da accertare. (ANSA, 24 marzo 2015)

Fisco: Apple, paghiamo ogni euro, accuse prive fondamento
Verifiche hanno sempre confermato regolarità

(ANSA) “Apple è uno dei più grandi contribuenti al mondo e paghiamo ogni euro di tasse dovute ovunque operiamo”. E’ quanto afferma la società in una nota nella quale si precisa che “le autorità fiscali italiane hanno sottoposto a verifiche fiscali le attività italiane di Apple nel 2007, 2008 e 2009 e hanno confermato che eravamo in piena conformità con i requisiti di documentazione e di trasparenza OCSE. Queste nuove accuse contro i nostri dipendenti sono completamente prive di fondamento e siamo fiduciosi che questo procedimento arriverà alla stessa conclusione”. (ANSA, 24 marzo 2015)