25 marzo 2015 | 8:49

Ecco perché Facebook vuole inglobare i giornali nel suo News Feed. “Alle testate non rimane che pensare a come fare cartello per farsi pagare la pubblicità”

(Panorama) (…) È notizia di queste ore che il social network più popolato di sempre da qualche mese starebbe trattando con alcune delle più importanti testate giornalistiche (che spaziano da quotidiani come il New York Times, a riviste come il National Geographic, a portali come Buzzfeed) per far sì che i loro contenuti sia fruibili direttamente su Facebook, e che siano quindi immediatamente raggiungibili dai 1,4 miliardi di utenti che bazzicano la piattaforma.

Mark Zuckerberg (foto Time)

Mark Zuckerberg (foto Time)

I vantaggi che Facebook trarrebbe da una simile operazione sono chiari: gli utenti avrebbero un motivo in più per non abbandonare il social network, inoltre fornirebbero ancora più dati sensibili sui propri interessi e i propri gusti, creando ancora più occasioni di monetizzazione pubblicitaria per la piattaforma social.

Meno chiaro è quale interesse potrebbe avere per questo accordo una testata come il New York Times, che già ha sviluppato un sistema per gestire i propri utenti, per conoscerne le inclinazioni e, in alcuni casi, per fare pagare loro una quota di lettura. La questione ha a che fare con il passaggio, sempre più deciso, dalla fruizione desktop a quella mobile: gli utenti smartphone e tablet sono abituati a una interazione più immediata con il contenuto e, secondo gli analisti, la manciata di millisecondi in più che richiede il passaggio da Facebook all’homepage di una testata online potrebbero fare la differenza.

Se l’accordo con Facebook andasse in porto, quotidiani e riviste dovrebbero accettare che i propri contenuti siano raggiungibili non solo su sito della testata ma anche direttamente su Facebook. Il che da un lato permetterebbe a queste testate di raggiungere un serbatoio d’utenti molto più vasto e differenziato, dall’altro sottrarrebbe loro parte del controllo che attualmente hanno sui dati sensibili degli utenti e sugli introiti pubblicitari derivanti da ogni articolo (su cui Facebook potrebbe chiedere una quota).

Esiste la possibilità che colossi come il New York Times, Quartz e l’Huffington Post decidano di rifilare a Facebook un sonoro due di picche, ma considerando quante persone scrollano il News Feed di Facebook ogni giorno, a tenere il coltello dalla parte del manico sembra essere Mark Zuckerberg. Dopotutto, già in passato Facebook ha dimostrato di saper creare corsie preferenziali per alcuni contenuti (è il caso dei video postati direttamente sulla piattaforma, che vengono riprodotti in automatico), è perciò possibile che Facebook deciderà di riservare maggiore visibilità ai contenuti delle testate che firmeranno l’accordo, rispetto alle altre.

Il solco, insomma, sembra già tracciato; alle testate web non rimane che farsi i conti in tasca, e magari pensare a come fare cartello per esigere che i proventi pubblicitari, almeno quelli, confluiscano per la maggior parte nelle loro tasche.

http://www.panorama.it/mytech/social/perche-facebook-vuole-fagocitare-i-giornali-online/