Comunicazione, Editoria

25 marzo 2015 | 11:57

Quattordici mesi di carcere a due vignettisti per ‘offesa’ a Erdogan. Da dicembre arrestate oltre 200 persone, tra cui molti giornalisti, con la stessa accusa

(ANSA) Due vignettisti della rivista satirica ‘Penguen’ sono stati condannati a 14 mesi di carcere per avere ‘offeso’ il presidente islamico turco Recep Tayyip Erdogan. La sentenza è’ stata poi trasformata, tenendo conto della ‘buona condotta’ durante il processo e dell’assenza di precedenti penali dei due disegnatori, Ozer Aydogan e Bahadir Baruter, in una multa di 7mila lire turche, circa 2.800 euro.

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

La vignetta incriminata, pubblicata in copertina da ‘Penguen’, rappresenta Erdogan al suo arrivo al palazzo presidenziale dopo l’elezione a capo dello stato nell’agosto scorso accolto da un funzionario che si congratula con lui e gli da il benvenuto. Ma Erdogan replica: “tutto qui, avreste almeno potuto sgozzare un giornalista per l’occasione”. Ad aggravare ‘l’offesa’, secondo la corte, riferisce Hurriyet, c’è anche il fatto che il funzionario nell’accogliere il presidente si abbottona la giacca, formando con indice e pollice una specie di cerchio. Un segno che stando al procuratore somiglierebbe a quello usato in Turchia per indicare che una persona è gay. I due vignettisti hanno recisamente negato questa interpretazione che secondo il loro legale “potrebbe essere dovuta al subconscio del procuratore”. Per questa dichiarazione i due vignettisti saranno di nuovo processati per ‘offesa’ a magistrato. Da dicembre oltre 200 persone, fra cui diversi giornalisti, sono state arrestate o incriminate per presunte offese a Erdogan e rischiano condanne fino a 4 anni di carcere. L’opposizione accusa Erdogan di imporre una stretta autoritaria al paese e ritiene che cerchi cosi di intimidire e mettere a tacere le voci critiche prima delle cruciali politiche del 7 giugno. (ANSA, 25 marzo 2015)