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25 marzo 2015 | 12:41

La presidente della Camera Boldrini: stampa, tv e internet propongano ai giovani modelli positivi. No all’esaltazione del mondo mafioso e dei suoi esponenti

(askanews) “Auspico che oltre a migliorare la legislazione penale – penso innanzitutto all`approvazione di nuove norme severe in tema di corruzione, di falso in bilancio e confisca e gestione dei beni mafiosi – vi sia da parte delle Istituzioni un più forte impegno sui temi sociali, sulla cultura, sull`istruzione, sulla lotta alle povertà, che deve essere una priorità per tutti. Da qui passa infatti la strada maestra per togliere le radici alla presenza delle organizzazioni mafiose”.

Laura Boldrini (foto Olycom)

Laura Boldrini

Lo ha detto la Presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo al convegno promosso dalla commissione Antimafia sul contrasto alle mafie alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Boldrini ha ricordato che “nei settori nevralgici del nostro Paese, al Sud come al Nord, e pone un`odiosa e pesante ipoteca sul futuro, ostacolando lo sviluppo dell`economia, soffocando la crescita culturale e civile e acuendo il senso di rassegnazione e di sfiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni. Oggi non possiamo più negare, come qualcuno ha fatto fino a poco tempo fa, che le mafie hanno esteso la loro presenza anche in territori diversi da quelli in cui hanno avuto origine”.
La presidente della Camera ha proseguito ricordando che “tutti conveniamo sul fatto che quella contro le mafie sia anche una battaglia culturale e che lo Stato non la potrà vincere se alla meritoria azione repressiva delle Forze dell`ordine, all`incessante attività della magistratura e al miglioramento costante degli strumenti normativi, non si accompagnerà il sostegno alla mobilitazione collettiva, il supporto alle migliori energie della società civile e, soprattutto, la formazione delle giovani generazioni”.

“Come aveva ben compreso Don Pino Puglisi, la mafia si combatte a partire dai banchi di scuola, attraverso un`opera di educazione al rispetto delle regole e delle leggi, capace di indirizzare le nuove generazioni e non solo, verso una cultura di legalità e fiducia nello Stato di diritto. E nella scuola, così come sulla stampa, in tv e su internet, bisogna sforzarsi di proporre ai giovani modelli positivi, evitando ogni rappresentazione del fenomeno mafioso e dei suoi esponenti che possa risultare in qualche modo attrattiva”, ha concluso Boldrini. (askanews, 25 marzo 2015)