Comunicazione, Editoria

25 marzo 2015 | 15:25

La tutela della privacy non può essere confusa con il dovere di cronaca. Lo ribadisce l’Odg in un documento approvato all’unanimità

(ANSA) ”A ogni indagine della magistratura che coinvolge il mondo della politica tornano a levarsi voci e proposte che mirano a limitare l’esercizio del dovere di cronaca e, dunque, il diritto dei cittadini a essere informati. Il Consiglio nazionale dei giornalisti ribadisce che la tutela della privacy non può essere confusa con il dovere dei giornalisti di pubblicare notizie che siano di rilevante interesse pubblico”.

Enzo Iacopino (foto Olycom)

Enzo Iacopino, presidente dell’Odg (foto Olycom)

”Il confine tra vicende private e notizia – continua il documento approvato all’unanimità dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti – può essere labile e discutibile in alcuni casi, soprattutto quando si tratta di politici e personaggi pubblici. Ma esistono norme e regolamenti molto chiari in materia, la cui applicazione viene garantita dall’Ordine e dai Consigli di disciplina e, se necessario, dalla magistratura. Il Cnog ritiene, dunque, inutili nuovi provvedimenti che avrebbero il solo scopo di impedire la pubblicazione di notizie di interesse generale, cosa che non può essere accettata. I giornalisti non debbono essere i custodi dei segreti delle indagini. Il Cnog ritiene che comportamenti anche di non diretta rilevanza penale rivestano in alcuni casi importanza ai fini della conoscenza dei fatti e ,dunque, siano di interesse pubblico. I giornalisti ribadiscono la disponibilità a collaborare con le altre istituzioni, come sempre hanno fatto, per tutelare la privacy e il diritto all’informazione”. (ANSA, 25 marzo 2015)