Protagonisti del mese

27 marzo 2015 | 16:13

Molto internazionale, molto locale

Il cambio di rotta nell’organizzazione aziendale e nelle strategie di Enel hanno portato a un ripensamento della struttura e delle strategie di comunicazione. Che vede una grande attenzione allo sviluppo della brand identity e media relation globale, parallelamente al lavoro focalizzato su ognuna delle quattro ‘regioni’ che oggi formano l’ossatura commerciale e operativa sui territori. Come funziona la struttura italiana affidata ad Andrea Falessi

È ai nastri di partenza – ma già ben allenata – la fase due della comunicazione di Enel, la multinazionale dell’energia e uno dei principali operatori integrati globali nei settori dell’elettricità e del gas, con un particolare focus su Europa e America Latina. Il cambio del vertice avvenuto nel maggio dello scorso anno, che ha visto l’arrivo di Francesco Starace come amministratore delegato, le condizioni economiche generali e le profonde trasformazioni del mercato, hanno richiesto un notevole cambio di rotta nell’organizzazione aziendale e un relativo rinnovamento delle politiche comunicative. Il 19 marzo Starace ha presentato a Londra il piano industriale 2015-2019 dando conto della nuova strategia che prevede la riorganizzazione totale dell’azienda, passata da trenta centri decisionali a cinque divisioni globali: reti, fonti energetiche rinnovabili, generazione convenzionale, trading, esplorazione e gas. Nello showdown londinese, Starace ha dichiarato le dimensioni degli investimenti destinati alla crescita industriale per il prossimo quinquennio: 18 miliardi di euro, 6 in più rispetto al precedente. Gli sforzi, oltre che sul ripensamento strutturale dell’azienda, puntano sulla diversificazione geografica e tecnologica e sull’ottimizzazione dell’allocazione del capitale. Leve chiamate a servire la crescita industriale e a creare valore. Le zone geografiche interessate rispondono ad altrettanti ‘country’, la più importante delle quali – l’Italia, che genera il 40% circa della redditività – è guidata da Carlo Tamburi. Inevitabile dunque un ripensamento della struttura comunicativa.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 459 – Marzo 2015