27 marzo 2015 | 11:20

Facebook vuole tutto. La strategia del social network per ampliare la propria offerta e soddisfare tutte le esigenze dell’utente online

Durante la conferenza F8, Mark Zuckerberg ha trionfalmente dichiarato che quella che qualche anno fa era ‘solo’ un’icona blu, oggi è una famiglia di applicazioni sempre più integrate e connesse tra loro: Facebook, Whatsapp, Instagram e Messenger.

Mark Zuckerberg (foto Olycom)

Il disegno di Zuckerberg è più che mai chiaro, costruire un mondo di applicazioni e servizi online che possano rispondere a tutte le necessità che l’internauta tipo esprime quotidianamente. Un mondo chiuso e autosufficiente, ovviamente sotto l’egida della grande ‘F’, che possa far passare il web in secondo piano attraverso il sistema di ‘App Links’. Questa tecnologia, lanciata nel 2014, permette di passare da un applicazione all’altra senza dover passare dai browser internet, indipendentemente dal sistema operativo e dal device utilizzato. E quest’ultimo è il secondo punto di forza del fondatore: non deve persuadere nessuno a comprare i propri hardware, limitandosi ad assicurare il corretto funzionamento della sua rete di app.

Ma vediamo rapidamente i principali ambiti di sviluppo a cui punta il colosso di Menlo Park:
- Facebook per il social networking
- Messenger e Whatsapp per messaggiare con gli amici
- Nuove funzionalità di pagamento di Messenger per la messaggistica di business e non
- Annunci a pagamento, LiveRail e Pagine Facebook per la pubblicità
- Oculus Rift per il mondo della realtà virtuale
- Gaming
- Notizie e informazione
- Video broadcasting
- Piattaforme di sviluppo come Parse
- Condivisione di foto su Instagram

La conferenza prosegue, si attendono ulteriori novità nel settore delle news e della realtà virtuale. I numeri sono dalla parte di Facebook, nell’ultimo anno la community degli sviluppatori è raddoppiata e gli investimenti hanno raggiunto gli 8 miliardi di dollari. Facebook si muove decisa per conquistare Internet, i concorrenti dovranno muoversi rapidamente e spostare i loro ‘carrarmatini’ e difendere la Kamchatka.