27 marzo 2015 | 14:35

Cacciatori di bufale: a Biennale Democrazia Truthy, il progetto dell’Università dell’Indiana che verifica le notizie diffuse su Twitter

Un dibattito a tre voci, quello che Filippo Menczer, professore di informatica presso l’Università dell’Indiana, il direttore del Post Luca Sofri e nel ruolo di coordinatore Luca De Biase, innovation editor al Sole24Ore, hanno tenuto a Biennale Democrazia, durante il panel ‘La diffusione della disinformazione sui social media’.

Filippo Menczer

Filippo Menczer (foto Biennale democrazia)

Ai modi in cui le ‘bufale’ circolano in rete, infatti, Menczer si dedica ormai da diversi anni, lavorando a un progetto, denominato Truthy, che studia come notizie relative a diversi temi, ad esempio la politica o le notizie sui personaggi famosi, circolano sul web. Così, grazie alla rappresentazione tramite grafi, schematizzazione di circuiti, è possibile capire come le reti sociali influenzano la circolazione di certe informazioni. Nel caso della politica, per esempio, si nota una maggiore polarizzazione, evidenziata dalla presenza di due gruppi principali di utenti che twittano o retwittano i contenuti più vicini alle rispettive convinzioni.

Ma non solo: in questa dinamica, conta molto il ruolo giocato dai bot, programmi che automaticamente producono o rilanciano contenuti, generando un rumore che può essere scambiato per veri tweet e producendo quindi una distorsione pro o contro una certa argomentazione, un personaggio o un fatto. Attraverso Truthy è possibile, con un’accuratezza che supera il 90%, distinguere tra comunicazione vere e false e capire anche se la loro sorgente è un individuo oppure un software.

Per paradosso, lo stesso progetto di Menczer è oggi oggetto di un’investigazione ufficiale del Governo Usa, che ha finanziato lo studio, dopo che un blog, rilanciato da testate nazionali come Fox News, ha accusato Truthy di essere un sistema per controllare gli account Twitter dei deputati repubblicani. E proprio sul ruolo delle testate nel proporre e rilanciare notizie false – a volte per il poco tempo, verifiche non accurate o semplicemente titoli che contraddicono il contenuto del pezzo – si è focalizzato l’intervento di Luca Sofri che sul sito raccoglie e pubblica “balle e distrazioni giornalistiche” che però “contribuiscono a costruire la nostra idea della realtà”.