Protagonisti del mese

27 marzo 2015 | 16:17

Bpm progetta di diventare punto di aggregazione delle popolari, racconta Giuseppe Castagna

Rimessi i conti e l’organizzazione in ordine, Bpm progetta di diventare punto di aggregazione delle popolari per un nuovo grande polo che non può che partire dal capoluogo lombardo.

Giuseppe Castagna, consigliere delegato e direttore generale di Bpm

Giuseppe Castagna, dal 21 gennaio 2014 consigliere delegato e direttore generale, in occasione dell’inizio delle celebrazioni dei 150 anni di Banca Popolare di Milano racconta in un’intervista sul nuovo numero di Prima Comunicazione – da oggi su smartphone e tablet e in edicola a Milano da domani sabato 28 e a Roma e nel resto d’Italia da martedì 31 – i progetti per il futuro della grande banca milanese, fondata da Luigi Luzzati nel 1865, che dopo aver vissuto anni molto bui, oggi può vantare una buona redditività e positive performance di Borsa. “Ormai abbiamo superato di gran lunga l’incremento del 100% di valore dall’anno scorso”, sottolinea Castagna. Forte di un piano industriale innovativo che punta molto sulla multicanalità, Bpm “ha ricominciato ad avere un’attenzione particolare ai mutui per i privati e ai servizi per le aziende che negli ultimi anni avevamo un po’ abbandonato”, dice Castagna che sottolinea come un punto importante del piano industriale sia anche l’integrazione di Webank, la banca on line “per dare ai nostri clienti la possibilità di utilizzare la banca come vogliono e dove vogliono senza bisogno di scegliere prima se utilizzare una banca on line o una banca tradizionale”.
Rispetto al futuro che sarà segnato dal decreto del governo per trasformare in spa le banche popolari che superano un attivo di 8 miliardi, in cui Bpm rientra in pieno, Castagna risponde tranquillo. “La Borsa ha accolto la novità favorevolmente, perché finalmente le banche popolari, rimaste oggettivamente molto piccole, possono crescere. Oggi, la dimensione è un tema per gli investimenti, per discorsi di capitale e di compliance normative della Banca centrale. Con la multicanalità, le filiali diminuiranno, ci sarà più offerta diretta digitale e di conseguenza ci vorranno investimenti. A quel punto, che tu valga 1 o 10, gli investimenti saranno più o meno gli stessi. Si va verso un nuovo modello di banca, molto più regolamentato, ma al tempo stesso inserito in un sistema sempre più competitivo: le Sgr, i canali informatici, i sistemi di pagamento svincolati dalle banche. Il futuro ci allontana dalla banca tradizionale: le popolari e quelle più piccole sono ancora un po’ l’ultimo presidio degli istituti di credito di una volta. Questi cambiamenti ci possono far crescere e migliorare in dimensioni e innovazioni: starà a noi continuare a mantenere il giusto presidio sul territorio come è stato fatto sino ad oggi”.
Tutti questi cambiamenti vedono anche un grande impegno sul fronte della comunicazione interna, nei confronti della clientela e del mercato. I 150 anni sono una grande occasione per ristabilire un rapporto forte e stretto con la città dove Bpm è nata e cresciuta. “Rientra nella continuità che vogliamo dare alla Bpm, nel senso che qualsiasi cosa che ci troveremo a fare avrà una forte vocazione milanese, lombarda”, dice Castagna che spiega: “cercheremo di utilizzare al meglio tutti i valori di questa città: l’operosità e la capacità di andare avanti che Milano ha sempre dimostrato. E quando occorre, bisognerà spingerla. Al di là dei localismi, Milano è Milano”, insiste il consigliere delegato. “Milano è la rinascita, la possibilità di ripresa di questo Paese, la finanza, la moda, l’economia, l’industria: noi oggettivamente non vediamo la possibilità di creare un terzo, quarto polo bancario italiano se non a Milano. Per noi, la centralità di Milano è fondamentale”.
Negli esempi concreti del supporto che Bpm vuole offrire al capoluogo lombardo, rientrano le iniziative previste da qui alla fine di dicembre per il 150°. A cominciare da quelle organizzate nella sede di Piazza Meda e nella Sala delle Colonne dell’adiacente Palazzo Corio Casati, trasformata in ‘Casa Bpm’, che verrà offerta per tutto il 2015 ai clienti e stakeholder locali che avranno la necessità di organizzare convegni, presentazioni o incontri. Il Dna milanese della banca viene ribadito dalla iniziativa delle figurine, disegnate da Emilio Giannelli, che ricordano 150 personaggi, da Giuseppe Verdi, Ada Negri, papa Montini, Angelo Motta, Ottavio Missoni, Indro Montanelli, eccetera, che hanno fatto grande Milano, e allegate a Sette, il settimanale del Corriere della Sera.
In aprile, poi, ci sarà l’evento per la riconsegna alla città di San Maurizio al Monastero Maggiore, una chiesa che data 1503, in pieno centro a Milano, un gioiello restaurato con la partecipazione di Bpm.
Toccheranno tutti i territori dove Bpm è presente le dieci tappe per celebrare l’anniversario e per presentare i progetti della banca a dipendenti, istituzioni, stakeholder locali. E per il 150° anniversario Poste Italiane emetterà un francobollo celebrativo: Bpm sarà la prima banca ad averlo. Alle iniziative dell’anniversario è dedicato il sito www.150bpm.it.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 459 – Marzo 2015