Editoria, New media

01 aprile 2015 | 14:38

Come cambia la dieta mediatica degli italiani nell’analisi di DataMediaHub: bene tg e radiogiornali, male siti di news e quotidiani (INFOGRAFICA)

Qual è la dieta mediatica degli italiani ? Un rapporto di DataMediaHub elabora gli ultimi dati Censis-Ucsi sulla comunicazione e fa chiarezza analizzando l’evoluzione nell’uso dei media negli ultimi otto anni. I lettori dei quotidiani sono calati del 25%, la free press è in estinzione a causa del crollo della raccolta pubblicitaria. Aumenta esponenzialmente l’uso di internet ma i quotidiani nel complesso ne hanno beneficiato poco.

Morte quo­ti­diana avrebbe potuto tran­quil­la­mente essere il sot­to­ti­tolo del rap­porto poi­chè il press divide è, in ter­mini di dieta media­tica degli ita­liani, l’elemento più dirom­pente nell’evoluzione misu­rata dal Cen­sis. Press divide che non si limita alla carta stam­pata ma riguarda anche l’online.

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Analizzando il mix delle fonti nel consumo delle news appare chiaro come i giornali arranchino. La media nazionale della popolazione vede tra gli strumenti di informazione i telegiornali in testa, seguiti da radio, motori di ricerca, canali televisivi all news, Facebook, Televideo, settimanali e mensili, e solo in terzultima posizione i quotidiani, seguiti da Youtube e siti web di informazione. Mentre per gli under 30 vince Facebook seguito da tv, motori di ricerca, Youtube, giornali radio, all news, televideo, siti web di informazione, settimanali e mensili. I quotidiani sono lo strumento meno utilizzato.

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Tra i mezzi utilizzati rimane stabile la tv ed è  in crescita la radio perché entrambi hanno moltiplicato le forme di fruizione:

il calo dei tele­spet­ta­tori della TV tra­di­zio­nale è stato com­pen­sato dal suc­cesso delle sue nuove forme di frui­zione, visto che la web tv è pas­sata da una utenza del 4.6% nel 2007 al 23.7% del 2015, la mobile tv dall’1% all’11.6%, e oggi un ita­liano su dieci guarda la smart tv con­nessa a internet. Stesse dina­mi­che anche per la radio la cui frui­zione nel com­plesso è addi­rit­tura in cre­scita gra­zie, anche, alla radio da tele­fono cel­lu­lare che passa dal 3.6% del 2007 al 17.2% del 2015, e la radio da Inter­net, online, pas­sata dal 7.6% del 2007 all’attuale 14.3%.

Consumi Mediatici Italia 2015 (1 aprile 2015)