02 aprile 2015 | 18:30

Il 75% del Milan verso la Cina. Ma da Pechino arriva la smentita

Daniela Colombo – “La vendita del 75% del Milan ai cinesi e’ cosa fatta”. Secondo l’indiscrezione dell’agenzia askanews l’ex premier Silvio Berlusconi sarebbe pronto a cedere, dopo quasi 30 anni, il club rossonero ai cinesi di Wahaha Group, la più grande azienda di bevande cinese.

Silvio Berlusconi allo stadio con la figli Barbara (foto Olycom)

Secondo l’agenzia, incontrando martedì sera a Palazzo Grazioli i Comites, i rappresentati delle comunità italiane all’estero, Berlusconi avrebbe dichiarato che la trattativa è ormai chiusa, mancherebbero solo i dettagli. Il costo dell’operazione dovrebbe superare il miliardo di euro, con la garanzia che la figlia Barbara conservi il ruolo di amministratore delegato. Per Berlusconi l’operazione sarebbe sostenuta anche dallo stesso governo di Pechino che vorrebbe diffondere il più possibile il calcio nel Paese, con il primo ministro cinese che avrebbe addirittura svolto una sua parte nella vicenda.
“Pura finzione”: da Pechino arriva mezzo social la smentita. Zong Qinghou, presidente e direttore generale di Wahaha Group, sul suo profilo su Sina Weibo avrebbe ribadito di non aver intenzione di comprare il Diavolo: “Non c’è stato alcun contatto col Milan e non abbiamo intenzione di entrare nel calcio. Nel caso prenderemmo un club cinese”.
Dopo l’interessamento di Mr Pink e di una cordata libanese e del gruppo americano Madison Square Garden; la dichiarazione del magnate thailandese Bee Taechaubol, che tra l’altro incontrerà dopo Pasqua i vertici del club milanese, e Wanda Group (da poco proprietaria di Infront), che si è fatti avanti per il progetto del nuovo stadio, l’ipotesi del Wahaha Group sembra reggere, anche perché dell’acquisto si tornerà a parlare nel dettaglio a breve con Berlusconi che avrebbe in agenda un incontro con la delegazione cinese nelle prossime 24 ore ad Arcore.