03 aprile 2015 | 18:33

Paolo Liguori: la fiction di Sky ’1992′ è un falso per insultare Mediaset. Murdoch deve essere stato infastidito dalla perdita dei diritti Champions

Intervistato da Stop (03/04/2015) il giornalista Paolo Liguori attacca la fiction Sky su Tangentopoli. «Propina al pubblico troppe falsificazioni, anche su Bertoni. Murdoch, proprietario della Tv satellitare, vuole danneggiare un rivale…»

Paolo Liguori (foro Calciomercatonapoli)

Paolo Liguori (foro Calciomercatonapoli)

Paolo Liguori, quando ha visto in Tv le prime puntate della fiction 1992, nata da un’idea di Stefano Accorsi e in onda su Sky, ha subito espresso la propria disapprovazione. Perché il direttore editoriale di New Media, che per Mediaset crea contenuti, accusa la fiction dedicata a Tangentopoli di riscrivere in maniera distorta la storia, mostrando al pubblico il falso… Paolo, ha senso proporre una fiction che parli di “Tangentopoli” ai giorni nostri? «Credo possa essere una buona idea dal punto di vista editoriale e giornalistico. La corruzione è un tema estremamente attuale ancora oggi. Un tempo si pensava che la causa dell’”inquinamento” fosse il finanziamento ai partiti, ma poi è stata la volta degli enti e anche degli individui. Quella che fu combattuta fu quindi soltanto una battaglia ideologica fatta per colpire i partiti che avevano assicurato la libertà all’Italia dal Dopoguerra agli anni Novanta, una battaglia sostenuta dalla sinistra comunista che non teneva conto che la corruzione non è legata ai partiti ma alla burocrazia di Stato».

Lei ha criticato il racconto fatto da 1992. Perché? «Perché racconta in maniera distorta la storia di un concorrente, Mediaset. Non dimentichiamoci però che Sky è nata grazie a un’idea di Silvio Berlusconi, che aveva creato Telepiù, la prima televisione italiana a pagamento. Successivamente, a causa della legge che non permetteva di poter avere contemporaneamente una Tv generalista e una a pagamento si è visto costretto a vendere a Rupert Murdoch».

Murdoch vorrebbe screditare Mediaset? Non stiamo esagerando? «Murdoch non ha mai accettato di essere secondo a nessuno. Con le buone o con le cattive ha sempre perseguito i suoi obiettivi. Oggi però, probabilmente, con la sua Tv è addirittura terzo, dopo Mediaset e la Rai e quello che deve averlo infastidito di più deve essere stata la perdita dei diritti della Champions. Per questo deve aver deciso di sferrare l’attacco».

Cosa non la convince e quali sarebbero gli eventuali errori di 1992? «Non parlerei di errori ma di falsificazioni. La prima riguarda il monologo del personaggio interpretato da Stefano Accorsi, che lascia intendere che, dopo l’arresto di Chiesa, Publitalia si sia vista costretta a dedicarsi alla politica, fatto completamente falso perché sino al 2002 la pubblicità ha vissuto anni d’oro. I problemi sono iniziati con l’attentato dell’ 11 settembre alle Torri Gemelle e l’apice della crisi è stato solo nel 2008».

Qualcosa da dire sulla figura di Silvio Berlusconi? «Sì, viene presentato come attivo in politica già nel 1992 quando in realtà scese in campo due anni dopo. Ai tempi dell’inchiesta “Mani pulite” le Tv di Berlusconi erano al servizio dei cittadini per raccontare quello che stava accadendo, con inviati che tutti ricorderanno come Paolo Brosio e Andrea Pamparana. A chi accusava Mediaset di dare troppo spazio alla vicenda, veniva risposto “Siamo una Tv nazional popolare e offriamo alla gente quello che ci chiede!”».

Cosa ne pensi della scelta di Stefano Accorsi tra gli attori? «Non poteva non esserci perché la fiction è nata da una sua idea. Ha due espressioni: una con il sopracciglio alzato e una con il sopracciglio abbassato. Forse di espressioni ne ho più io che non faccio l’attore!».

Come viene descritta la Tv di Berlusconi in 19921 «Nella fiction si parla di Non è la Rai, un programma ideato da Gianni Boncompagni e Irene Ghergo, esuli dalla Rai. La Tv di Berlusconi nasce invece con Drive in, ideato e diretto da un giovanissimo Antonio Ricci e dalle idee di giovani direttori di rete come Giorgio Gori, Giancarlo Giovalli e Carlo Freccerò, uomini che non possono certo essere definiti “berlusconiani”.Lo stesso Enrico Mentana non ha mai rinnegato di aver preso pare all’inizio di una televisione “berlusconiana”». Quindi nella fiction si è finito per confondere “Tangentopoli” con “Vallettopoli”? «Si è mischiato tutto per dimostrare che Mediaset e Silvio Berlusconi sono sinonimo di malaffare. Si vuole dare una lezione all’Italia ed è come se la Pepsi Cola finanziasse un film per raccontare la storia della Coca Cola ma con molto odio».

Al pubblico piacerà? «Credo che si stia annoiando perché è un prodotto brutto. In più assiste alla diffamazione di Berlusconi, ripreso mentre fa la pipì con i tacchi a spillo. Questa è la cosiddetta cultura degli anti berlusconiani, di chi da sempre cerca di dimostrare che i soldi con cui ha fatto i primi investimenti non venissero dall’edilizia ma da chissà dove».