08 aprile 2015 | 18:37

Rinviata di una settimana la discussione al Senato sul Ddl Rai, manca la firma del Capo dello Stato

di Natalia Lombardo – È rinviato alla prossima settimana, all’incirca, l’inizio dei lavori sul disegno di legge del governo che riguarda la riforma della governance Rai. Il provvedimento infatti deve essere controfirmato dal Presidente della Repubblica in quanto si tratta di un atto del governo, anche se non è un decreto.

matteo renzi

Il premier Matteo Renzi

A spiegare in commissione Lavori pubblici del Senato il motivo del rinvio è andato il sottosegretario allo Sviluppo, Antonello Giacomelli, che ha voluto comunicarlo di persona per “cortesia istituzionale”.

Non dovrebbero comunque esserci modifiche al testo, ha assicurato, “è stato approvato in Consiglio dei ministri ed è stato anche pubblicato sul sito del governo”. Nessuna sorpresa quindi, a meno che dal Colle non vengano dei rilievi ma, secondo Giacomelli, non dovrebbe essercene motivo. Qualcuno però deve essere stato troppo solerte nel prevedere l’avvio del ddl Rai in commissione senza il passaggio al Quirinale.

La legge dovrebbe essere approvata entro giugno per poter cambiare i vertici Rai in scadenza a maggio. L’iter partirà comunque dal Senato dove era stata già incardinata la proposta di legge Buemi (una mossa voluta dal forzista Gasparri e sostenuta da Matteoli, presidente della Lavori Pubblici, ora in difficoltà per il voto del Senato sulle sue questioni giudiziarie.

Il ddl Rai non sembra proprio la rivoluzione annunciata da Renzi, il capitolo sul rinnovo della concessione di servizio pubblico nel 2016 sarà affrontato in seguito, assicura Giacomelli, ed è lì che si capiranno le intenzioni di Renzi sul ruolo della tv pubblica o, come temono alcuni, su una possibile parziale privatizzazione. Più vicino invece sarà l’intervento sul canone, almeno entro l’anno, per il quale c’è la delega al governo.