Editoria

09 aprile 2015 | 18:44

Ecco i compensi top dei manager dell’editoria. ‘Italia Oggi’ stila la classifica dei più pagati di Mediaset, Mondadori, Caltagirone, Gruppo Espresso, Rcs e Cairo (INFOGRAFICA)

Claudio Plazzotta, come fa spesso, si è preso la briga di spulciare i bilanci delle principali case editrici per pubblicare su ‘Italia Oggi’ un focus dedicato agli emolumenti di alcuni top manager. 

Italia Oggi del 9 aprile 2015 

Urbano Cairo si fa pagare appena 5 mila euro all’anno per il suo lavoro a La7, dove ricopre cariche non banali: presidente e editore di riferimento. Può comunque permetterselo, dall’alto della sua complessiva remunerazione di 1.026.000 euro (stabile sul 2013) in qualità di presidente di Cairo communication e Cairo editore, e, soprattutto, grazie ai 15,4 mln di dividendi che si è intascato dall’esercizio 2014 del gruppo Cairo communication, che fanno 100 milioni di euro di dividendi tondi tondi versati sul suo conto corrente personale dal 2008. L’amministratore delegato di Cairo communication, Uberto Fornara, ha visto, invece, il suo stipendio in calo del 10% rispetto al 2013: è a quota 705 mila euro, comprensivi di un bonus di 143 mila euro. Anche Marco Pompignoli, direttore amministrazione, fi nanza e controllo del gruppo, ha dovuto, metaforicamente, stringere la cinghia, con un -28% a quota 655 mila euro, comprensivo di un bonus di 330 mila euro per il lavoro fatto sull’acquisto e messa in gestione del mix di frequenze tv sul digitale terrestre. Negli ultimi esercizi, in realtà, la remunerazione di Pompignoli è stata infl uenzata molto da operazioni straordinarie: pure nel 2013, infatti, aveva incassato 909 mila euro sulla scia, soprattutto, dei bonus premio per l’acquisizione di La7. Gli altri dirigenti apicali di Cairo communication sono il direttore generale Giuseppe Ferrauto, poi Giuliano Cesari (direttore generale di Cairo pubblicità) e Marco Ghigliani, amministratore delegato di La7 (…) Il testo integrale su ItaliaOggi , 09/04/2015

 

Italia Oggi dell’8 aprile 2015 

I bilanci 2014 delle case editrici quotate in borsa non sono proprio da incorniciare, e pure le remunerazioni dei vertici mostrano, in genere, segni di sofferenza e cali rispetto al 2013. In casa Mediaset, ad esempio, quasi tutti si sono tagliati con decisione lo stipendio. Uniche eccezioni il presidente, Fedele Confalonieri (78 anni), che se lo è appena limato dell’1,4% a quota 3.682.612 euro, e Giuliano Adreani (73 anni), amministratore delegato di Mediaset, presidente e a.d. di Publitalia, e presidente di Digitalia e Mediamond, che invece ha cessato di essere un dirigente del Biscione, incassando, quindi, indennità e tfr, e arrivando a quota 3.953.235 euro, +20% sul 2013. Adreani era entrato in Mediaset nel 1994 dopo 32 anni di carriera interna a Sipra. Dal 31 maggio del 2014, tuttavia, c’è stata una interruzione consensuale del rapporto dirigenziale: il manager ha incassato 500 mila euro di indennità di cessazione del rapporto, e 841.125 euro di tfr. Oltre ai 2.612.110 euro di remunerazione per le cariche ricoperte e che continuerà a ricoprire, non più come dirigente interno ma come collaboratore esterno. Gli altri consiglieri di amministrazione del Biscione con poltrone importanti del gruppo si sono invece ridotti le remunerazioni, dal -10% del vicepresidente Pier Silvio Berlusconi (1,7 mln) fi no al quasi -20% di Mauro Crippa, direttore generale informazione sceso sotto quota un milione (965 mila euro). Scenario un po’ diverso in Mondadori: qui, come già scritto da ItaliaOggi del 4 aprile, l’amministratore delegato Ernesto Mauri ha condotto in porto sia una serie di tagli, sia alcune operazioni di successo che hanno migliorato i conti del gruppo. C’è stato il rinnovamento di tutte le linee di management, sostituendo dirigenti di lungo corso (e relativi stipendi pesanti) con forze fresche e più a buon mercato. Morale della favola, Mauri è stato premiato per questa rivoluzione: remunerazione di oltre 4 milioni di euro, +215% sul 2013. Quasi +200% pure per Carlo Maria Vismara, ex cfo che, grazie al tfr, si porta a casa 2,3 mln ma, nel maggio 2014, è uscito dalla casa editrice. Il presidente Marina Berlusconi conferma i 515 mila di euro del 2013 e il nuovo cfo Oddone Pozzi (in carica dal giugno 2014) incassa 293 mila euro. Nonostante la crisi del gruppo, i dirigenti apicali di Caltagirone editore, invece, non stringono troppo la cinghia, anzi: il consigliere Albino Majore si riduce di appena l’1,2% le remunerazioni, con i suoi 894 mila euro; il vicepresidente Azzurra Caltagirone si premia con un +4,4% a 750 mila euro, e l’altro consigliere Massimo Garzilli fa un balzo di quasi il 10% a 385 mila euro. Scende del 10% la remunerazione di Monica Mondardini (911 mila euro), amministratore delegato del Gruppo Espresso dove anche il presidente Carlo De Benedetti rinuncia al 7% di stipendio e si ferma a quota 395 mila euro. Sostanzialmente stabili i compensi di Maurizio Martinetti, il legale del gruppo editoriale che chiude il 2014 con 845 mila euro, mentre sale del 6% la busta paga di Corrado Corradi (319 mila euro), direttore generale della parte stampa del gruppo Espresso. In Rcs Media Group, infi ne, l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane si è tagliato le remunerazioni di quasi il 2%, arretrando a quota 702 mila euro, e il presidente Angelo Provasoli si è accontentato di 350 mila euro (-10% sul 2013). Il botto, in verità, lo ha fatto Antonio Fernandez Galiano Campos, presidente esecutivo e consigliere delegato del gruppo Unidad editorial in Spagna, che tra stipendi e bonus si è messo in tasca 2.707.000 euro. Olè.