09 aprile 2015 | 18:49

Ivo Caizzi, corrispondente da Bruxelles del Corriere della Sera, propone la sua candidatura per la successione a de Bortoli

Il modello adottato dal Guardian per il cambio di direzione – Katharine Viner, nuovo direttore della testata londinese, è stata scelta tra quattro candidati che hanno presentato un programma alla redazione – sta facendo scuola. Infatti, Ivo Caizzi, corrispondente del Corriere della Sera da Bruxelles, ha inviato una lettera al direttore Ferruccio de Bortoli, che lascerà il giornale a fine mese, rendendosi disponibile a candidarsi alla sua successione.

Ferruccio de Bortoli (foto Olycom)

La lettera inviata per conoscenza anche alla redazione del Corriere, al comitato di redazione e all’ufficio del personale del quotidiano, contiene anche un piano per il rilancio della testata.

Di seguito il testo pubblicato sul sito di Franco Abruzzo :

Al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli
p.c.alla Redazione,al CDR e all’Ufficio del Personale Corsera

Caro direttore, Ti chiedo cortesemente di informare l’editore e il comitato nomine che, qualora lo ritenessero utile, sono disponibile a candidarmi per la direzione del Corriere della Sera alla annunciata scadenza del tuo mandato. Mi rendo conto che questa mia candidatura – nella massima trasparenza interna – probabilmente costituisce una prima volta nella storia contemporanea del Corriere (e forse dalla fondazione nel 1876). Ma anche la attuale selezione dei candidati – in corso – credo costituisca una prima volta in Via Solferino.

Il mio obiettivo è attuare il noto “Piano di rilancio & sviluppo del Corriere” con 50 linee di intervento operativo (20% innovative), che punta alla crescita delle copie vendute a prezzo pieno e a una alta redditività: investendo sul giornalismo indipendente di qualità e sulla valorizzazione meritocratica della attuale redazione (e delle maestranze collegate).

Naturalmente posso documentare che dispongo dei tre requisiti indispensabili – indipendenza, competenza/esperienza professionale e capacità di progettare/attuare un efficace piano editoriale orientato alla crescita – agli alti livelli necessari per dirigere il più importante quotidiano nazionale in questa stagione difficile. Li ho acquisiti principalmente in 26 anni al Corriere della Sera e, precedentemente, in 10 anni al Mondo, allora primo settimanale economico-politico in Italia (e parte dell’Editoriale Corriere della Sera).

INDIPENDENZA. Per il requisito fondamentale dell’indipendenza ho recepito i principi tramandati dal fondatore del Corriere Eugenio Torelli Viollier. Nell’Archivio di Via Solferino si può verificare che li ho applicati informando a 360 gradi soprattutto sui grandi poteri economici, politici, finanziari e lobbistici: anche quando partecipavano alla proprietà del Corriere (direttamente o indirettamente).

PROFESSIONALITA’. La mia professionalità può essere considerata completa, sia nella parte nazionale, sia in quella europea e internazionale. Ho lunga esperienza e ampie competenze in Economia, Politica, Esteri e Interni, incluse le specializzazioni (dalle politiche del governo agli affari europei, dalla finanza offshore fino alla giudiziaria). Ho contribuito a tutte le altre sezioni: Cultura & Spettacoli, Sport, Cronache locali, Inserti & Supplementi, Corriere.it. Ho lavorato a lungo “sul campo” a Roma, Milano, Londra, New York, Tokyo e Bruxelles. Sono stato inviato in quasi tutte le regioni italiane (tranne Lucania e Molise), in 26 Stati dell’Ue (mancano Bulgaria e Cipro) e in molti altri Paesi di quattro Continenti (manca l’Australia).

Ho lunga esperienza e ho prodotto risultati nei mestieri classici del reporter: dall’inchiesta investigativa alla cronaca di giornata, dal reportage fino al retroscena. Per scelta di indipendenza non ho scritto commenti & opinioni, limitandomi alle news analysis (indipendenti). Ho lavorato due anni anche per due mensili (specializzati in economia e in finanza internazionale) degli editori Mondadori (anni ’70) e Rusconi (anni ’80). Un corso di giornalismo televisivo alla University of California at Los Angeles (UCLA), frequentato nel 1984, mi ha fornito una base per la parte audiovisiva della multimedialità.

PIANO DI RILANCIO. Ho esperienza e ho conseguito risultati nelle attività di progettazione e di organizzazione.

a) Da ventenne ho ideato e realizzato un progetto editoriale nel settore Viaggi per la serie “I libri de il Mondo”. Raggiunse una diffusione di circa un milione di copie e trainò il settimanale in forti aumenti delle vendite in edicola (toccando perfino un record assoluto). L’editore, in base ai dati interni dell’epoca, può verificare l’altissima redditività di quel progetto editoriale (in proporzione alle sue dimensioni).

b) Da trentenne sono stato assunto al Corriere per co-ideare (in due) il progetto editoriale del settimanale CorrierEconomia (all’epoca 12 pagine interne al quotidiano) e per organizzarne l’avviamento (in tre) nell’ambito del Piano di rilancio attuato con successo dalla direzione Stille/Anselmi/Neirotti. L’inserto conseguì subito gli obiettivi di informazione indipendente di alta qualità, di allargamento del lettorato sui temi specifici e di rilancio del giornalismo d’inchiesta.

c) Da quarantenne ho ideato – in rappresentanza della redazione – il “Piano di rilancio & sviluppo del Corriere”, che puntava a portare – dalle alte vendite dell’epoca – fino a un milione di copie. Le 50 linee di intervento operativo erano fondate sul potenziamento di competitività, meritocrazia, innovazione e ricerca applicata al giornalismo. Nel 2002 nell’assemblea dei soci del gruppo – con altri tre rappresentanti del Corriere – lanciammo l’allarme sulle scelte editoriali sbagliate. In un intervento di circa 40 minuti illustrai al cda e agli azionisti le linee guida del “Piano di rilancio & sviluppo”. Mi fu poi consentito di attuare solo il Progetto Europa, che era una parte della linea d’intervento per far crescere il Corriere anche nella dimensione europea. E che, comunque, permise a tutti i giornalisti interni candidatisi (soprattutto giovani) di lavorare a rotazione per un mese nell’Ufficio di Bruxelles del Corriere.

d) Da cinquantenne ho migliorato il progetto di “Piano di rilancio” recuperando principi del grande Corriere dei fratelli Albertini, ridefinendo il perimetro editoriale/societario di testata, innovando nell’organizzazione del lavoro, modernizzando la separazione/integrazione tra giornale e azienda, individuando un modello di business multimediale orientato a produrre una adeguata redditività. Senza la quale, per i giornalisti, diventa illusorio pensare di fornire una informazione sempre indipendente, completa e di qualità.

Un cordiale saluto

Ivo Caizzi

Bruxelles 8 aprile 2015